Villa Lando Correr a Lozzo Atestino

Lozzo Atestino

Villa Lando Correr a Lozzo Atestino

Di fronte al ponte sul canale Bisatto, di ingresso al Comune di Lozzo Atestino, sorge la bellissima Villa Lando Correr, semplice e maestosa, tinteggiata di rosso, in elegante contrasto con il verde dell’ampio parco ricco di piante secolari che la circonda. Fu eretta al posto di un castello medievale che, insieme a quello di Valbona che ne era la dipendenza, difendeva il territorio padovano dai vicentini. Oggi dell’antico Castello di Lozzo Atestino non rimane nessuna traccia visibile, ma originariamente era la vera residenza signorile dei Carraresi, padroni di padova. Risalente addirittura al 983, allorché il conte Inghefredo dei Maltraversi fu infeudato dall’imperatore Ottone II, fu distrutto una prima volta per opera di Ezzelino III da Romano nel 1229 ma subito ricostruito. Agli inizi del secolo XIV fu teatro di uno dei fatti più misteriosi della storia della Repubblica Comunale Padovana: mentre Padova era in guerra contro Cangrande della Scala, fu tradita dall’ambizioso conte Nicolò da Lozzo, allora abitante del castello, che ne permise nel 1312 l’occupazione da parte dello stesso signore di Verona. Una volta scoperto e temendo l’imminente vendetta dei Padovani, nel 1313, prima di ritirarsi in perpetuo esilio a Vicenza, Nicolò assieme agli Scaligeri incendiò e demolì il proprio maniero.

Villa Lando Correr è un edificio a tre piani e dal suo corpo si dirama un’imponente barchessa fin quasi a raggiungere l’argine dei canale. La villa fu costruita come residenza di campagna dei Lando, nobili veneziani, che nel 1500 acquistarono diversi terreni a Lozzo, Valbona, Zovon e Casale Scodosia. Dal 1700 la villa passò ai signori Correr di Venezia e dal 1876 ai Da Zara. Villa Lando Correr passò nelle mani di diversi proprietari e le barchesse, costruite originariamente in funzione delle necessità di una vasta azienda agricola, hanno ospitato nel nostro secolo attività industriali legate all’agricoltura e furono anche centro di raccolta di bozzoli dei baco da seta e filanda. Ad oggi, di proprietà del Comune di Lozzo Atestino dopo il trasferimento a titolo gratuito dello Stato, possiamo ritenerla l’emblema del dominio economico e rurale di questo territorio da parte dei veneziani fino alla fine del ‘700.

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