Monastero di San Salvaro ad Urbana

Urbana

Monastero di San Salvaro ad Urbana

L’ex Monastero di San Salvaro ad Urbana, assieme alla sua chiesa, sorge accanto alla riva destra del Fiume Fratta, in una zona della Bassa Padovana, al confine con il Veronese, interessata nel corso dei secoli da guerre, scambi, commerci e migrazioni. Intitolato al Santo Salvatore (o San Salvaro come il volgo la denomina dai tempi più remoti), ossia Il Redentore, Il Cristo, fu edificato prima del 1100 ed oggi ospita, dopo il recente restauro, il Museo dedicato alle Antiche Vie della Bassa Padovana, che ripercorre l’evoluzione del territorio, la nascita degli antichi tracciati stradali della zona e la vita di strada di un tempo.

In un documento del 1099 si apprende che nel Monastero di San Salvaro ad Urbana vi era attiva una scuola di formazione sacerdotale, una sorta di seminario in cui un gruppo di persone che vivevano in comunità, intorno ad un superiore, si preparavano a diventare sacerdoti. Nel 1181 il vescovo di Padova, su esortazione di Papa Alessandro III e su preghiera dei Marchesi d’Este, concede il centro monastico ed i suoi possedimenti all’Abbazia di Santa Maria delle Carceri all’epoca retta dai monaci Agostiniani di Porto di Ravenna. Da questo momento San Salvaro diverrà un Priorato. Nel 1407, Papa Gregorio XII soppresse l’ordine degli Agostiniani Portuensi ormai ridottisi per numero ed importanza e, nel contempo, affida l’Abbazia delle Carceri ed il Priorato di San Salvaro ai monaci Camaldolesi di San Giorgio. Verso la metà dello stesso secolo a questi subentrano i Camaldolesi di San Michele di Murano. Nel 1690, Papa Alessandro VIII sopprime i complessi monastici di San Salvaro e Carceri che nel 1693 verranno acquistati, assieme a tutte le proprietà, dalla facoltosa Famiglia Veneziana dei Conti Carminati. Da questo momento la chiesa sarà sempre retta da sacerdoti diocesani mentre il monastero, dapprima riadattato ad uso abitativo, verrà pian piano abbandonato a se stesso sino a diventare quasi un rudere. Nel 1995 verrà acquistato dalla Parrocchia e dal Comune di Urbana con il proposito di restauralo e dargli nuovo vigore. La chiesa di questo complesso monastico, nonostante i numerosi rifacimenti succedutesi nei secoli, presenta ancor oggi, almeno all’interno, tutta la sua semplice e antica bellezza. Interessantissimo è il “Pantocratore” (o Cristo Salvatore benedicente) posto nella conca dell’abside che alcuni critici d’arte lo fanno risalire alla seconda metà del trecento, cioè in pieno periodo gotico.

Info
Via Pozzotto 42, San Salvaro, Urbana (PD)
Tel +39 347 6238422
Fax +39 0429 809133
info@museosansalvaro.it
www.museosansalvaro.it

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