Chiesa di San Giorgio a Rovolon

Rovolon

Chiesa di San Giorgio a Rovolon

La Chiesa di San Giorgio a Rovolon nei Colli Euganei (tra il Monte Grande e il Monte della Madonna), sorta in epoca longobarda (risalirebbe al VII-VIII secolo) e più volte restaurata, fu la principale chiesa alle dipendenze dell’antica Corte Benedettina del Vegrolongo, una grande proprietà monastica dell’Abbazia di Santa Giustina di Padova posta nella pianura sottostante alla città di Rovolon, confiscata poi in epoca napoleonica (nella lunetta del portale della facciata è acora raffigurato lo stemma dei monaci di Santa Giustina). L’imponente pieve, che si distingue per la mole compatta affiancata dalla torre campanaria, fu ricostruita nella seconda metà del 1400 e dotata di pitture e arredi dalla fede del popolo. Nel 1502 fu consacrata e per l’occasione si presentava arricchita dal suggestivo affresco della fine del Quattro­cento nel catino dell’abside, ancora esistente ma molto deteriorato, raffigurante la Madonna Assunta avvolta da cherubini, tra lo sguardo di stupore dei dodici apostoli che osservano l’ascesa al cielo di Maria. L’affresco richiama ai modi di Jacopo da Montagnana, riferibili alla stessa scena presente nel Santuario di Monteortone. La pala dell’altare maggiore, con l’immagine di San Giorgio, potrebbe essere opera giovanile di Girolamo Tessari “dal Santo”, attivo anche a Praglia ai primi del Cinquecento. Nella parte superiore del dipinto compaiono ai lati della Madonna col Bambino i santi Prosdocimo e Giustina, patroni della chiesa di Padova.

Nella storia della diocesi di Padova la Chiesa di San Giorgio a Rovolon occupa un posto di tutto rilievo, sia per l’antichità del luogo sacro, sia per lo stretto legame che per lungo tempo mantenne con il monastero padovano di Santa Giustina. La chiesa fu infatti donata con le sue terre dal vescovo di Padova al monastero benedettino nel 970 che cominciò così a prendere possesso del territorio a nord dei Colli Euganei (che nel 1080 vedranno anche la fondazione dell’Abbazia di Praglia a Teolo). Allora il villaggio di Rovolon, che oggi rappresenta il centro più antico e popoloso delle colline padovane, aveva un ruolo trainate e primario rispetto agli abitati dell’intera zona che s’estendeva ben oltre il Bacchiglione e fino a Montegalda. Negli anni i monaci Benedettini “colonizzarono” in qualche modo l’area, grazie soprattutto alla bonifica della parte pianeggiante dei possedimenti, avuti in dono nel 1445, conosciuta con il nome di Vegrolongo (a Bastia di Rovolon): i terreni vennero resi coltivabili con la canalizzazione delle acque stagnanti e il mantenimento del bosco della Carpaneda, celebre in epoca veneziana per la produzione dei roveri che venivano trasportati via acqua, all’Arsenale di Venezia, per la costruzione di galee da guerra e da trasporto. Col tempo costruirono una seconda chiesa a Vegrolongo retta da un vicario (la Chiesa di San Sebastiano, detta anche “chiesuola”), e una serie di cappelle nella zona piana di Bastia di Rovolon per facilitare la frequenza alla pratica religiosa dei valligiani che avevano difficoltà a raggiungere la Chiesa di San Giorgio sul monte. Nasceva così la Corte del Vegrolongo a Rovolon, la cui sede amministrativa fu posta presso l’attuale Villa Ottavia, conosciuta allora come  “Palazzo della Costa” per via della località poggio “la Costa” (in posizione dominante sugli oltre 700 campi del possedimento), acquisita in precedenza dai monaci (1441) e affidata ad un gastaldo e ad un monaco rettore, risiedente quest’ultimo nel palazzo. Per “corte” l’ordinamento benedettino intendeva l’edificio più importante della propria suddivisione territoriale: ogni gastaldia, infatti, aveva la propria corte che comprendeva la chiesa, la casa del gastaldo, le stalle e il fondo di un’ampia cantina. Il vasto complesso agricolo fu operativo dal 1450 fino al 1806, quando Napoleone ordinò la soppressione di tutti i beni di diritto ecclesiastico dell’Abbazia di Santa Giustina di Padova e dell’Abbazia di Praglia a Teolo, tra cui anche i possedimenti posti nel territorio di Rovolon, ponendo fine ad una secolare opera socia­le e religiosa che aveva contribuito non poco allo sviluppo economico di queste terre.

Info
Via San Giorgio 16, Rovolon (PD)
Tel +39 049 522 6215

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