Villa Mocenigo Mainardi ad Abano Terme

Abano Terme

Villa Mocenigo Mainardi Abano Terme

Villa Mocenigo Mainardi in quartiere “Guazzi”, costruita dalla famiglia patrizia dei Mocenigo nel primo 700, fu tra le più lussuose ed importanti ville di Abano Terme, tanto che ospitò vari personaggi illustri tra i quali Carlo Goldoni, Giacomo Leopardi e Giacomo Casanova, il quale aproffittava della vicinanza delle terme per curare i suoi frequenti mal di testa. Viene ricordata infatti perché nel 1752 Carlo Goldoni scrisse la commedia “I Bagni d’Abano” e perché la nobildonna Pisana Mocenigo vi ospitò nel 1779 Giacomo Casanova che si meravigliò per i muri del palazzo “solidissimi in grazia del loro spessore maestoso”. Il grande complesso monumentale è conosciuto fin dai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia e il suo terreno occupa tutt’oggi una superficie di ben 70 ettari all’interno del quale si trovano 9 distinti edifici tra cui un piccolo oratorio dedicato a Sant’Anna che si affaccia direttamente sulla strada.

Villa Mocenigo Mainardi risponde a criteri di semplicità, funzionalità e armonia: si presenta massiccia e monolitica al centro della proprietà, con lunghi porticati ad essa adiacenti. All’epoca fu sicuramente curata nei dettagli: giardino, vialetti ombrosi, aiuole regolari, labirinto, siepi di mortelle e di bosso, cespugli tagliati a forma di sfera. Il cancello della residenza è in ferro battuto ed è abbellito da due sculture del Bonazza. L’interno della villa presentava pavimenti alla veneziana, pianoforti a coda, quadri, mobilia ottocentesca, caminetti e lampadari di Murano.

Con il crollo della Serenissima Repubblica di Venezia (Tratt. di Campoformio-1797), Villa Mocenigo passò di proprietà alla famiglia Trieste, di origine ebraica, mentre gli storici proprietari lasciavano definitivamente Abano. Nel 1938, la famiglia Sacerdoti (nuovi proprietari e anch’essi Ebrei) vendettero tutti i loro possedimenti, villa compresa, dopo averci creato un notevole centro di raccolta per l’essiccamento del tabacco negli anni in cui la coltura era molto praticata nelle campagne padovane. La Villa iniziò a decadere con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale quando i fascisti penetrarono nella villa distruggendo, tra l’altro, la biblioteca che conteneva i documenti, relazioni, stampe, contratti di affitto e compravendita, relativi anche ai Mocenigo e, di conseguenza, alla storia di Abano Terme. Il colpo di grazia, poi, venne dato nel 1945 dal bombardamento di un treno carico di munizioni, che sostava nelle vicinanze e il cui scoppio causo danni ingenti per un raggio di alcuni chilometri; un patrimonio di cosi alto valore storico sembrava irreparabilmente perduto, e invece nel 1968 il commissario Leonildo Mainardi acquistò la villa e le fabbriche annesse cominciando i lavori di ricostruzione e ammodernamento. Ad oggi la Villa attende un’importante ristrutturazione per essere riportata all’antico splendore.

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