Villa Widmann Borletti a Bagnoli di Sopra

Bagnoli di Sopra

Villa Widmann Borletti a Bagnoli di Sopra

La seicentesca Villa Widmann Borletti è stata progettata dall’illustre architetto Baldassarre Longhena (Venezia 1598–1682). Nel XV secolo l’antico dominio di Bagnoli comprendente vasti vitigni e di proprietà dei monaci benedettini, fu dato in gestione all’ordine dei Canonici del Santo Spirito di Venezia, che vi si insediarono provvedendo alla riorganizzazione del monastero esistente e alla realizzazione di importanti opere di bonifica. Nel 1656 l’ordine venne soppresso e la tenuta fu posta in vendita per ricavare parte dei fondi necessari a sostenere la Repubblica di Venezia nella guerra contro i turchi. L’anno successivo, Bagnoli divenne possedimento della ricca famiglia Widmann che, in questo modo, si assicurò l’elevazione al rango della nobiltà veneziana. Il conte Ludovico diede inizio a una generale trasformazione dell’edificio monastico e dell’annessa chiesa di San Michele, facendo della propria residenza, con il lungo affaccio sulla piazza, la fabbrica dominante dell’intero centro abitato. Il complesso monumentale, uno dei più importanti del Veneto per grandezza e bellezza, comprende Villa, “Brolo” (l’Hortus Conclusus del preesistente monastero medievale), teatro, cantine, granai, scuderie e torre piccionaia. Alla seconda metà del Seicento va ricondotta l’edificazione del corpo centrale a tre livelli con loggiato e frontone e di quello, su un piano più avanzato, all’angolo destro. Nel salone interno venne allestito un piccolo teatro, divenuto celebre per la presenza di Carlo Goldoni, varie volte ospite presso la Villa Widmann. Nel giardino all’Italiana si trovano quarantuno statue, realizzate da Antonio Bonazza a metà ‘700. Il gruppo prospiciente la villa rappresenta i 12 segni zodiacali e gli dei dell’Olimpo; più appartate, tra le alte siepi in carpino, svettano le monumentali statue raffiguranti gli antichi  personaggi della commedia dell’arte, oggi protagoniste di suggestivi spettacoli “Sons et Lumieres”, che rievocano commedie goldoniane in dialetto veneto. I prospetti esterni della villa si presentano oggi in un discreto stato di conservazione; i giardini furono rimaneggiati negli anni Cinquanta del Novecento.

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