Villa Vendramin Cappello Collizzolli a Noventa Padovana

Noventa Padovana

Villa Vendramin Cappello Collizzolli Noventa Padovana

Villa Vendramin Cappello Collizzolli a Noventa Padovana venne edificata dalla famiglia Vendramin attorno alla metà del secolo XVI. Nel 1736 per il matrimonio di Pietro I° Cappello con Elisabetta Vendramin fu da questa portata in dote. L’edificio ha subito, durante i secoli, notevoli trasformazioni che hanno fatto perdere la struttura tipologica e formale dell’impianto originario rinascimentale. La posizione baricentrica della villa rispetto al tratto trapezoidale del terreno di sua pertinenza denota una precisa scelta progettuale ed organizzativa con una leggera digressione, rispetto agli impianti tradizionali, per le adiacenze: granai, stalle, foresterie, etc. Le adiacenze tradizionalmente erano organizzate nelle barchesse, fisicamente legate al corpo centrale della villa, e ne aumentavano l’impianto visivo. Qui sono invece proposte ai lati, in due corpi simmetrici ma staccati dal corpo centrale e racchiudono un preciso spazio antistante la villa stessa con un tipico giardino all’italiana. Nel 1975 si ebbe un ennesimo intervento di restauro che caratterizzò soprattutto l’interno della villa con il rinnovo totale delle decorazioni e degli stucchi.

L’impianto di Villa Vendramin Cappello Collizzolli a Noventa Padovana è di chiara matrice palladiana con un preciso impianto tripartito. Viene dato massimo valore al salone centrale riconoscibile anche dall’esterno dell’edificio per la sopraelevazione a timpano. La facciata principale è stata appesantita nel ‘700 con decorazione (l’ampio finestrato centrale con statue-cariatidi in nicchia che coronano il sopralzo del timpano; i cinque pinnacoli chiudono sulla linea di gronda la verticalità della facciata; le lesene che scandiscono i piani) che però sono sempre finalizzate alla visualizzazione del corpo centrale di fabbrica. Il giardino all’italiana nella parte antistante della villa presenta piante trasformate in illusorie architetture e aiuole e tappeti erbosi disegnati in modo da creare ordinati arabeschi, il tutto in un’ordinata simmetria che conduce direttamente al corpo centrale dell’edificio. La parte retrostante invece è organizzata da un ampio spazio ortivo con alberi da frutta che terminava un tempo con una porzione consistente di terreno arativo.

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