Villa Pacchierotti a Limena

Limena

Villa Pacchierotti Limena

Villa Pacchierotti Trieste De Benedetti è un’insolita Villa Veneta con pronao a tre ordini sovrapposti (toscano, ionico e composito), costruita nel 1635 sull’area di un’antica fortificazione di cui rimane traccia nella zona della barchessa. La facciata è abbastanza anomala rispetto alle tradizionali ville venete, ma non per questo il fascino ne risente: colpisce subito per la monumentalità dell’insieme e la bellezza delle proporzioni e dalla finezza dei particolari. A fianco della villa vi è un bell’oratorio settecentesco al cui interno si conservano alcune statue attribuite al Marinali, che rappresentano la Madonna con ai lati i santi Domenico e Gaetano Thiene. Tutto il complesso si trova collocato in un ampio parco all’italiana di circa 4 ettari dove trovano spazio le ampie barchesse. Due statue seicentesche in pietra d’Istria segnano l’ingresso del parco, nel quale un viale, un tempo fiancheggiato da statue ed in asse con la villa conduceva ad essa. Gli influssi stilistici veneziani riscontrati nella composizione degli alzati si ritrovano ancora più decisi nella tipica distribuzione interna della pianta. Dal porticato d’ingresso si passa all’altro che attraversa l’edificio da una fronte all’altra e disobbliga le stanze laterali. Nei piani superiori la distribuzione è analoga ed i saloni sono illuminati alle due testate da trifore. Una bella scala collega i piani con rampe coperte da volte a botte eccettuata l’ultima, di tipo inconsueto, data dall’intersezione di una volta conica e di un soffitto piano. Nell’atrio e nel salone al primo piano eleganti portali binati immettono nelle rampe della scala. Essi denotano una evidente derivazione longheniana ed hanno una particolarità raramente riscontrabile nella architettura dell’epoca, cioè il movimento della cornice superiore in corrispondenza dei modiglioni di chiave. Le fitte travature in vista dei solai sono decorate da motivi pittorici settecenteschi. Non è nota con esattezza l’epoca della costruzione anche se non si deve escludere una serie di rifacimenti successivi. Una prima notizia risale al 1635: Alessandro Marioni dichiara di possedere una casa domenicale con orto e brolo “nel comun di Parolo con Tavello”.

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