Villa Mocenigo Randi a Gorgo

Cartura

Villa Mocenigo Randi Gorgo Cartura

Villa della fine del quattrocento-inizio cinquecento che si colloca in un periodo in cui la stagione delle Ville Venete per la villeggiatura è ancora agli albori e che l’architettura di pregio nell’entroterra è ancora spesso legata all’idea del castello o della villa-castello. Pertanto Villa Mocenigo Randi rappresenta quasi un unicum riguardo l’apertura alle geometrie dei palazzi veneziani e di estrema modernità e piacevolezza per l’ambiente e il tempo in cui si colloca.

Villa Mocenigo Randi sorge a Gorgo di Cartura e fu fatta edificare dalla famiglia Mocenigo alla fine del Quattrocento in un’area pianeggiante a breve distanza da Padova, lungo il canale di Cagnola. Con il fronte principale rivolto verso il corso d’acqua, la villa si doveva presentare come un compatto corpo isolato a pianta rettangolare, sviluppato su due piani e affacciato sulla campagna circostante in corrispondenza del fronte meridionale. L’identità della committenza e l’insieme delle qualità architettoniche della villa, nonché alcune soluzioni di dettaglio molto vicine all’opera di Andrea Palladio, suggerirebbero un intervento da parte dello stesso architetto; tuttavia nessuna ricerca storica o archivistica ha ancora fatto luce sull’attribuzione del progetto. Il corpo principale conserva ancora negli ambienti del piano nobile e del piano rialzato una vasta decorazione pittorica ad affresco (in buono stato di conservazione e di recente restaurazione), databile tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Agli affreschi lavorarono probabilmente diversi pittori a tutt’oggi non ancora identificati, anche se diversi studiosi hanno avanzato alcune ipotesi: Primon, l’Aliense (Antonio Vassilacchi), la scuola delle sette manere. Il ciclo pittorico rappresenta le imprese e i fasti dei primi 4 dogi dati dalla famiglia Mocenigo alla Serenissima: Tommaso, Pietro, Giovanni (come riporta Marin Sanudo il giovane nel suo “Itinerario per la terraferma Veneta nel 1483”, proprietario della villa alla fine del Quattrocento) e Alvise I (ecco allora la raffigurazione della battaglia di Lepanto, che i veneziani vinsero nel 1571, proprio durante il dogado di Alvise Mocenigo). Risalente presumibilmente al primo Seicento è il portaletto centinato al centro del corpo principale: quest’ultimo subì ulteriori aggiunte nel 1817, quando i Comelli vollero fare della villa una vera e propria tenuta agricola. A quest’epoca risale infatti la costruzione delle ali annesse al corpo preesistente, destinate a ospitare nuovi spazi funzionali adibiti a granai, a cantine e a magazzini. Anche la distribuzione interna della casa padronale venne modificata, con l’eliminazione della scala di collegamento fra il livello terreno e quello superiore, la controsoffittatura degli originali soffitti a travi dipinte e il tamponamento della loggia sul giardino. A Sud, un piccolo giardino storico, ricco di alberi secolari, arricchisce il contesto. Viene ricordato che nel 1509 qui dimorò l’imperatore d’Austria Massimiliano I prima di sferrare l’attacco a Padova.

Villa Mocenigo Randi, che conserva oggi l’aspetto ottocentesco, è in buona misura costituita da elementi rustici ed ospita anche attualmente una fiorente azienda agricola. Rimane comunque oggetto di una generale opera di restauro e di recupero delle antiche superfici dipinte.

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