Villa Miari De Cumani a Sant’Elena

Sant'Elena

Villa Miari De Cumani Sant'Elena

Il vasto complesso della Villa Miari De Cumani a Sant’Elena comprende la casa domenicale ossia la villa vera e propria, i rustici, la serra, l’eremitaggio (deposito del ghiaccio), il Ninfeo, il passaggio sotterraneo che congiunge la villa a Monselice, il grande brolo a forma di quadrilatero con peschiera e il parco del 1855 con piante esotiche e architetture eclettiche, opera dell’architetto Paoletti, discepolo dello Japelli. La storia della città di Sant’Elena è legata fortemente a quella della famiglia de’ Cumani, la cui dimora, eretta sulle rovine di una costruzione fortificata medioevale, è senz’altro l’edificio più importante del paese. La presenza delle mura merlate ghibelline e della torre gli conferiscono l’aspetto di Villa-Castello. I Cumani entrarono in possesso di quelle terre tra il 1250 e il 1300. Tra il ‘700 e l’800, la Villa assunse, per opera del Conte Giacomo Miari de’ Cumano, le caratteristiche tipiche di una sede di villeggiatura ma già nel 1689, come citato da una visita pastorale di S.Carlo Borromeo, esisteva un Oratorio da cui fu costruita l’attuale Chiesetta. La Villa fu definitivamente trasformata da “rurale” a residenza “nobile e borghese” a partire dal 1857 per volontà di Felice e poi di Giacomo Miari: l’ingegnere Osvaldo Paoletti fu chiamato a progettare un parco all’inglese nello stile dei giardini romantici, già realizzati da Giuseppe Japelli. Le decorazioni delle facciate e del salone centrale sono opera di Achille Casanova, grande architetto Bolognese. Accanto alla casa dominicale fu aggiunta una serra con granaio al livello superiore, la torre colombara fu rialzata e una nuova fabbrica per le scuderie la congiungeva ora alle case sul lato occidentale. La residenza vera e propria fu trasformata sia all’esterno, dove il prospetto con il portale gotico venne affrescato secondo il gusto neorinascimentale, sia all’interno, dove il salone fu decorato con finti stemmi e drappi; la Sala dei Ventagli fu invece dipinta con raffigurazioni dei segni zodiacali. Un altro ambiente della villa conserva ancora cinque tele attribuite a Palma il Giovane.

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