Villa Grimani Valmarana a Noventa Padovana

Noventa Padovana

Villa Grimani Valmarana Noventa Padovana

Villa Grimani Valmarana (Villa Grimani Vendramin Calergi Valmarana), dichiarata ” di importante interesse “con decreto di vincolo del 1924, sorge nel centro di Noventa Padovana, sul luogo occupato da una fortezza di origine medievale. L’antico castello, che nel ‘200 apparteneva alla famiglia padovana dei Delesmanini, venne distrutto da Ezzelino da Romano nel XIII secolo e solo durante il Quattrocento le sue rovine furono utilizzate dai Trevisan e dai Loredan per innalzare una nuova costruzione. Al termine dello stesso secolo la proprietà della fabbrica passò agli Erizzo, per essere detenuta, dal 1520, da Domenico Grimani Patriarca di Aquileia e figlio di Antonio Grimani (doge 1521-1523) che ospitò poi gli alti ecclesiastici della famiglia Grimani, tutti noti per il mecenatismo e le ricchissime collezioni d’arte. Per oltre due secoli rimase della famiglia Grimani, del ramo che assunse anche il cognome Calergi, ma il periodo più rilevante per la storia della villa coincise con la proprietà Vendramin, che ottenne l’edificio e i suoi giardini nel 1739 (assieme al notissimo palazzo veneziano sul Canal Grande). Tra il 1762 e il 1773 i fratelli Francesco e Antonio Vendramin sottoposero la villa ad un’ampia opera di ammodernamento, che incise in misura notevolissima negli interni, anche se la struttura tipica della casa veneziana di campagna, con sala centrale e stanze laterali, rimase immutata. Il possedimento fu mantenuto fino alla fine dell’Ottocento; a quest’epoca va ricondotta la definizione dei principali caratteri architettonici della villa, con particolare riferimento al piano nobile. Elena Vendramin Calergi, vedova di Andrea Valmarana, ultima discendente della famiglia, dispose con il suo testamento del 1893 la fondazione di un istituto per l’educazione delle fanciulle sordomute. Riconosciuta come ente morale nel 1907, la Fondazione iniziò la sua opera due anni più tardi proprio nella splendida villa, alla quale nel corso degli anni si affiancarono altri edifici (l’ala a sinistra fu innalzata nel 1926 secondo lo stile del corpo antico).

Villa Grimani Valmarana ha un’architettura caratterizzata dalla presenza del coronamento centrale rialzato e raccordato mediante volute laterali alla parte sottostante, dal finestrato centrale con balaustre e dalle due brevi ali laterali a chiusura della facciata principale, dal vago ricordo di torri. La costruzione presenta uno sviluppo su più livelli ed il prospetto sul giardino risulta dominato dall’articolazione del settore centrale attraverso l’utilizzo di una triplice apertura; il piano nobile è contrassegnato da una serliana e la forma ad arco dell’apertura centrale si trova replicata nell’abbaino che conclude la facciata. Gli spazi interni, al primo piano, furono interamente affrescati dal pittore e decoratore Andrea Urbani intorno al 1772; il ciclo di affreschi che copre la superficie parietale del salone e degli ambienti circostanti rappresenta una delle più importanti realizzazioni pittoriche nel contesto delle ville venete settecentesche, oltre che uno dei maggiori lavori di Urbani. La sala centrale ospita vedute architettoniche e di paesaggio, al cui centro sono raffigurati anche gruppi statuari mentre i sopraporta sono occupati da figure allegoriche; le stanze minori presentano vari temi decorativi, principalmente legati alla rappresentazione paesaggistica, mentre i motivi più originali sono da ricercare nella stanza cinese, affrescata con scene fantastiche orientaleggianti. Oltre alla raccolta cappellina abbellita da una pala di Palma il Giovane al pianterreno, è notevole l’elegante scala a chiocciola in pietra tenera bianca sostenuta da una colonna. La villa è stata oggetto di recenti restauri che hanno condotto al recupero parziale degli affreschi e delle strutture murarie più antiche in corrispondenza delle fondazioni.

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