Villa Da Zara a Casalserugo

Casalserugo

Villa Da Zara a Casalserugo

Villa Da Zara Ruffati Simonetto, da fine ‘800 sino a circa il 1950 era il complesso monumentale più importante del comune di Casalserugo, posto nel centro del paese. La famiglia Da Zara era allora proprietaria di un’immensa proprietà fondiaria, circa 6000 campi Padovani, che si estendevano nel territorio del paese, e nei paesi vicini. Le dimensioni imponenti della barchessa di Villa Da Zara testimoniano questa notevolissima quantità di terreni a coltura che facevano capo alla struttura. Leone Da Zara si era trasferito qui, agli inizi del ‘900, lasciando poi al figlio, Leonino Da Zara, tutta la sua fortuna. Leonino però riuscì a disperdere l’intero patrimonio, accumulando una notevole situazione debitoria. La parte residua dei beni, nei primi anni 60, fu prima sottoposta a pignoramento. Le traversie dell’ultimo conflitto bellico, d’incuria e cattiva amministrazione poi, avevano ridotto i fabbricati a ben misera cosa, rispetto all’antico splendore. L’asta dei beni tenuta nel 1963 fu assegnata alla ditta Tasca e Carrareto, che divennero quindi proprietari della villa, del parco e della barchessa, nonché del borgo già appartenuto alla famiglia Da Zara. L’angolo della proprietà tra le due vie principali, già edificato sulle alte mura di cinta forse dal lontano’500, fu acquistato nei primi anni ’50 dalla famiglia Lazzarini.

Villa Da Zara è caratterizzata dalla linearità e dalla sobrietà dell’insieme, con un equilibrio nelle simmetrie che testimonia un buon esempio di architettura minore di gusto tardo ottocentesco. I decori rimasti, i pavimenti, i rivestimenti, i serramenti fanno intravedere un gusto Liberty, molto sobrio, che richiama decorazioni visibili in molti esempi, sia di decoro esterno, come di decoro degli interni, in fabbricati contemporanei della vicina città di Padova. Il giardino romantico, il cui disegno ancora oggi si può leggere, occupava tutta la vasta area, per una superficie vicina ai 20.000 mq. Oggi rimane a parco una superficie di circa 10.000 mq. Poco più distante dalla villa, si apre un portale ad arco che immette in un vastissimo cortile, con un grande fabbricato rurale, forse porticato – la barchessa – che ha sul davanti un’imponente selciato in trachite dei colli, dal caratteristico colore cinerino, con alti bordi, sempre in trachite, che ne chiudono i confini. Questo manufatto serviva per l’essiccazione dei prodotti agricoli al tempo dei raccolti. Sul fondo, un fabbricato colonico chiude a L la proprietà verso un giardino.

Fonte: www.casalserugoedintorni.it
Foto di Giuseppe Tiozzo.

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