Villa Cornaro a Piombino Dese

Piombino Dese

Villa Cornaro Piombino Dese

Villa Cornaro, ora Gable, venne progettata da Andrea Palladio tra il 1551 e il 1554 (è tra le prime opere del Palladio a Padova, sino ad allora impegnato nel vicentino) su commissione del nobile veneziano Giorgio Cornaro, che volle edificare a Piombino Dese una dimora che servisse alla famiglia durante il periodo della semina e del raccolto. Il cantiere è contemporaneo a quello di Villa Pisani a Montagnana, con la quale presenta alcune analogie soprattutto per quello che riguarda l’organizzazione armoniosa degli spazi interni. I lavori saranno tuttavia completati in due campagne successive, la seconda condotta  da  Vincenzo Scamozzi e Camillo Mariani, che realizzò una vera e propria galleria di sculture con i più importanti ritratti di famiglia Cornaro. Villa Cornaro rappresenta un esempio unico tra le opere palladiane esistenti, sia per le dimensioni dei pavimenti a piastrelle e alla veneziana, sia per l’intonaco originale del rivestimento esterno (il materiale simile allo stucco che ricopre la struttura in mattoni delle ville di campagna palladiane). La villa rimase di proprietà della famiglia Cornaro per 253 anni, quindi passò nelle mani di altre tre famiglie che la utilizzarono come residenza privata fino al 1951. Nonostante le variazioni d’uso subite nel secondo dopoguerra, la villa mostra oggi – dopo i restauri degli anni Settanta e Ottanta – un buono stato di conservazione ed è patrimonio dell’Unesco. Dal 1989 Villa Cornaro è la residenza estiva dei coniugi Sally e Carl I. Gable di Atlanta (Georgia, Stati Uniti), la sesta famiglia ad entrare in possesso della villa nei suoi 450 anni di storia.

Villa Cornaro si sviluppa su due piani a pianta quadrata, con due facciate: una verso la strada, l’altra verso la campagna. La facciata introduce nella cultura architettonica occidentale la soluzione del pronao aggettante su doppio ordine (non estranea, tra l’altro, alla tradizione del gotico veneziano ma che avrà grande influenza sulla storia dell’architettura dei secoli successivi) e intenzionalmente l’edificio risulta isolato rispetto ai rustici. La disposizione interna ribadisce l’intento celebrativo dell’architettura con un grande salone a quattro colonne libere, decorato da statue. I due livelli della villa sono connessi da due eleganti scale gemelle che separano nettamente un piano terra, per l’accoglienza degli ospiti e dei clienti, dai due appartamenti superiori riservati ai coniugi Cornaro. Ancora incompleta nel 1582, venne terminata nel 1596, con l’inserimento del loggiato al piano superiore. L’interno è decorato con un ciclo di affreschi, composto da 104 scene, commissionato nel 1716 da Andrea Cornaro a Mattia Bortoloni e a Bortolo Cabianca per le cornici e gli stucchi. Recentemente, alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che i soggetti degli affreschi siano stati selezionati per rappresentare temi della massoneria, conclusione che sarebbe confermata dall’utilizzo di simboli massonici nei pannelli lungo le pareti orientali delle principali stanze affrescate. Gli affreschi rappresenterebbero, così, uno dei primi esempi di ‘arte massonica’ in Italia.

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