Villa Contarini Giovanelli Venier a Vo’ Vecchio

Vo' Euganeo

Villa Contarini Giovanelli Venier a Vo' Vecchio

Villa Contarini Giovanelli Venier si trova nel centro del borgo di Vò Vecchio, antica sede municipale diventata poi frazione del comune di Vò Euganeo. Il complesso rappresenta uno dei più alti esempi di urbanistica organizzata sull’impianto di una villa veneta. La villa sorge in un punto privilegiato di confine e di passaggio, che fin dal medioevo – e forse ancora prima – ha rappresentato una sorta di varco tra i colli Berici e i colli Euganei. Queste terre, riscattate dalle paludi grazie ad imponenti lavori di bonifica promossi dalla Repubblica di Venezia, fin dal 1400 risultano di proprietà dei Contarini, potente e ricca famiglia del patriziato lagunare. La costruzione della villa risale con tutta probabilità alla fine del ‘500, con modificazioni ed ampliamenti effettuati nei secoli successivi. Nella sua progettazione originaria il corpo centrale della villa riproponeva l’immagine aulica del palazzo veneziano; l’edificio presenta infatti una pianta quadrata tripartita con saloni centrali sovrapposti e ai lati le stanze e uno scalone interno (un basso pianterreno di servizio che serve a “staccare” da terra i due alti piani nobili, l’uno sovrapposto all’altro ed architettonicamente differenziati ed infine un piano sottotetto per la servitù). Al palazzo, nel corso del XVII secolo, si aggiungono un oratorio, un’osteria e una piazza che con il porto fluviale daranno origine ad un piccolo centro abitato. Nell’Ottocento la proprietà passa alla famiglia Giovanelli-Venier che opera importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento, cambiando l’orientamento della facciata principale che, dal lato verso la piazza, viene spostato sul lato meridionale, di fronte alle barchesse. Anche gli interni subiscono un radicale riassetto e viene costruita la bellissima scala a mezzo bovolo che ancora oggi collega i vari piani dell’edificio. Lo spazio esterno è rimasto organizzato secondo l’originario impianto barocco: la scalinata a doppia rampa si apre a semicerchio verso la corte, dove le due imponenti barchesse laterali disposte in posizione divergente, creano insieme alla cinta mura arrotondata in fondo al giardino, una curiosa forma “a goccia”. Le finestre sono caratterizzate da vivaci balaustre in pietra, da timpanetti triangolari ed arcuati oppure con archi decorati in chiave da eleganti modiglioni. A partire dal 1927, la villa è passata di proprietà ad altre famiglie (per esempio ai Capodilista) e durante la Seconda Guerra Mondiale vive il periodo più buio della sua storia perchè requisita alla proprietà di Sirio Landini (che l’aveva affittata come casa estiva delle suore Elisabettiane) per essere utilizzata dai nazisti come campo di concentramento degli ebrei delle province di Padova e Rovigo. Tra la fine del 1943 e il luglio del ’44 al suo interno sono state rinchiuse circa una sessantina di persone – uomini, donne, bambini, spesso intere famiglie – che dopo alcuni mesi di prigionia, hanno subito la triste sorte di milioni di altri ebrei sterminati nei lager di Auschwitz-Birkenau. Negli anni ’50 la villa viene acquistata dal Comune di Vò, che vi ricava all’interno le abitazioni dei propri dipendenti e dei maestri elementari. Una delle due barchesse è stata utilizzata per molti anni come sede della scuola elementare, mentre l’altra barchessa, di proprietà privata, ospita ancora oggi un bar-trattoria. Nel 1984 sono cominciati i primi interventi di straordinaria manutenzione e nel 2012 si è concluso un importante intervento di restauro, che ha riportato Villa Contarini Giovanelli-Venier al suo antico splendore.

Villa Contarini Giovanelli Venier copre come edificio una superficie di mille e cento metri quadrati e con il terreno tutt’intorno comprende un’area pari a circa tremila metri quadrati. La villa innalzata su un seminterrato, due piani e un sottotetto, conta al suo interno la bellezza di trentanove stanze, e il primo piano è caratterizzato dalla presenza di stemmi nobiliari fatti con la tecnica a tempera che testimoniano il passaggio delle famiglie nobili che si sono succedute come proprietari, dalla sua edificazione fino ai primi anni del Novecento. Attualmente le sale interne ospitano un interessante percorso museale: al piano nobile si trova il Museo del Paesaggio con una ricca esposizione di copie di antiche mappe del territorio, il secondo piano è dedicato all’allestimento di mostre temporanee, mentre il piano terra è diventato Luogo della Memoria della Shoah, con i resti delle cucine utilizzate dagli internati e pannelli che descrivono il dramma che hanno vissuto.

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