Villa Businello a Legnaro

Legnaro

Villa Businello a Legnaro

Villa Businello a Legnaro, poi Villa Pagani e oggi Morassutti, risale al 1700 ed ha un impianto a “C” con corpo centrale e due ampie barchesse ortogonali e porticate. La villa cinta da mura è circondata da giardino, frutteto e bosco: nel giardino vi sono alcune statue in pietra d’Istria attribuite al Bonazza e raffiguranti personaggi popolari, i cui nomi (Memo da Saonara, Latinea da le Granze, etc.) compaiono sui piedistalli.

Villa Businello fu casa di campagna del nobile Pietro Businello che qui istituì il Museo Naniano trasferendoci circa un centinaio di iscrizioni (documenti epigrafici greci e latini) e diverse statue acquistate all’amico Antonio Nani, nipote dell’omonimo collezionista e figlio di Giacomo Nani, quest’ultimo deceduto nel 1797. Alla morte del padre, Antonio Nani mise in vendita l’intera raccolta (che si componeva prevalentemente di materiali provenienti dal Levante, giunti a Venezia grazie ai secolari rapporti tra la Serenissima e le Isole Greche) iniziata dalla sua famiglia a partire dai primi del Settecento, frammentandola tra Europa e Stati Uniti; ma l’acquisto numericamente più importante della collezione Nani originaria fu fatto proprio dal Businello. Alla sua morte avvenuta nel 1847 i Pagani, suoi eredi, vendettero la raccolta in fasi successive, smembrandola ulteriormente. Se la maggior parte delle statue approdarono per varie vie ai musei di San Pietroburgo, Berlino, Budapest, Parigi, Bologna e Baltimora, un gruppo di trentasette iscrizioni di cui nove greche e ventotto latine furono acquistate dai Camerini e trasportate agli inizi del Novecento alla loro residenza, Villa Camerini a Piazzola sul Brenta, dove tuttora si trovano.

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