Palazzo Baretta a Legnaro

Legnaro

Palazzo Baretta a Legnaro

La presenza del cinquecentesco Palazzo Baretta Spigon a Legnaro è documentato da un disegno datato al 1596 e conservato presso l’archivio della Villa Contarini a Piazzola sul Brenta; esso fu forse costruito su preesistenze medievali. Tuttavia il primo riscontro documentario, relativo alla consistenza planivolumetrica del complesso, risale al 1675, quando Clemente Fossa acquistò una casa padronale con costruzioni annesse, un orto e un brolo. La famiglia Fossa realizzò un’ingente sistemazione della residenza, sia all’esterno che all’interno. Le tre arcate del prospetto principale furono modificate con l’introduzione di una loggia colonnata e affrescata e di un timpano posto a coronamento del settore centrale, mentre le sale del primo livello furono dotate di controsoffitti che celarono gli originali soffitti a cassettoni dipinti. Tra il 1872 e il 1873 il nuovo proprietario, Vincenzo Boscaro, fece innalzare il secondo piano e aggiungere un terzo livello mansardato; in questo periodo e in accordo con la professione di Boscaro, la villa venne adibita a casa di cura per nobili, per essere poi acquistata dal commerciante Giulio Rampin, conosciuto con il soprannome di Spigon. Nel XX sec. la proprietà del complesso mutò varie volte, insieme alla sua destinazione d’uso; la parrocchia di Legnaro lo utilizzò come scuola materna per circa vent’anni. L’edificio venne abbandonato fino al 1990, quando la famiglia Baretta diede avvio a una generale opera di restauro. La villa si presenta oggi in un buono stato di conservazione ma lo sviluppo originale della tenuta non risulta chiaramente leggibile.

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