Saccisica

Terra d’acque.

Saccisica

Chi ama ambienti rurali e tradizioni antiche troverà nella Saccisica, ossia la parte sud-orientale della Provincia Padovana, confinante con la laguna veneziana, l’ambiente ideale per riscoprire le antiche radici contadine della civiltà veneta ed in particolare le tradizioni culturali e rurali che qui per molti aspetti riescono a sopravvivere nelle masserie, nei “casoni” di campagna, nelle chiese parrocchiali, nelle tradizionali feste patronali. A questa parte della Provincia Padovana appartiene anche Valle Millecampi, un tratto di laguna, ricco della flora e fauna tipiche dell’ambiente lagunare.

La Saccisica è una zona pianeggiante, molto bassa, quasi al livello del mare che si frappone tra la Città di Padova e la laguna veneta (comprende i Comuni di Piove di Sacco, Arzergrande, Bovolenta, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo, Sant’Angelo di Piove di Sacco). È stata, un tempo, il contado padovano e insieme l’amato entroterra dei nobili veneziani, sede delle loro dimore di campagna, ma anche il loro inesauribile granaio. Il nome di Saccisica le deriva dal capoluogo Piove di Sacco, importante avamposto dei Carraresi negli scontri con la Serenissima per il controllo del territorio tra Padova e Venezia. L’elemento che più caratterizza il territorio della Saccisica è l’acqua. È continuo infatti l’intrecciarsi e l’accavallarsi, il disperdersi e riapparire di tutta una maglia di nastri d’acqua: sono tanti i fiumicelli, gli scoli e le brentelle che solcano la campagna. Ai margini orientali il territorio scivola verso il mare con il bacino calmo e dolce della laguna. 

La Saccisica è un paesaggio misterioso e inatteso, splendido, unico nel suo genere, dove la terra, il mare e il cielo si fondono per regalare bellezza e tranquillità al visitatore. Canali e specchi d’acqua, barene e piccoli canali da cui gli uomini della Saccisica hanno liberato, con secoli di lavoro di bonifica, prezioso terreno coltivabile. Le antiche vicende di questa fertile campagna sono ancor oggi testimoniate da masserie e dimore. Dal ’700 infatti, grazie al forte sviluppo dell’agricoltura, la villa diventa il centro della riorganizzazione del paesaggio, assieme alla quale si moltiplicano case rurali, casoni, barchesse che, con gli argini dei fiumi, rappresentano l’assetto territoriale codificato dai veneziani e rimasto quasi inalterato sino ad oggi. I casoni veneti sono dimore particolari per configurazione architettonica, dimensioni e materiali, ma anche per funzionalità. Il casone, quasi scomparso nella sua forma originaria, ma molto diffuso fino agli anni ’50, era l’abitazione povera dei braccianti di queste terre, costruito con i materiali offerti dalla natura: argilla per i mattoni, canne palustri e paglia per il tetto, legname per i serramenti. Aveva una forma rettangolare o quadrata, con il tetto caratteristico per l’elevata copertura a cuspide e tutti gli spazi interni ridotti all’essenziale. Oggi se ne possono contare solo 3 in tutta la Saccisica, tutti aperti al pubblico e visitabili.

Nel territorio rurale della Saccisica ebbe particolare diffusione anche la casa colonica grazie ai monaci benedettini di Santa Giustina di Padova che consolidarono il loro potere sotto il dominio della Serenissima nel ‘500, diventando proprietari di vasti latifondi. Le corti Benedettine, grazie all’opera dei monaci dell’ordine di San Benedetto, oltre ad essere sede principale di didattica agricola funzionavano anche come centro di cultura, di arti e di mestieri artigianali. L’azione dei Benedettini ebbe notevole rilievo per la bonifica dei terreni palustri malsani, nonché per l’introduzione di nuovissimi sistemi di coltivazione.

Anche la flora e la fauna della Saccisica rispecchiano l’unicità del luogo; l’elevata salinità del terreno permette l’esistenza di poche specie, particolarmente adatte a questo habitat: il canneto, il limonium, l’astromarino, l’erica. Anche la fauna è ben caratterizzata con specie come l’anguilla, il cefalo, la sterna o il cavaliere d’Italia, le anatre, l’airone e tanta altra avifauna.

La Saccisica non è solo una zona da vedere e apprezzare per i piccoli grandi tesori artistici e naturalistici, bisogna anche gustarne i sapori e i profumi della cucina. I frutti di questa terra sono anche delle eccellenze gastronomiche: l’asparago di Conche e il radicchio rosso di Chioggia sono delizie ormai riconosciute anche a livello extraterritoriale; la Gallina di Polverara, preparata in vari modi e la carne di cavallo, piatto tipico delle zone di Saonara, Legnaro e Sant’Angelo di Piove si distinguono tra le carni (sfilacci di cavallo, lardo della saccisica). Tra i primi piatti è d’obbligo un richiamo ai risotti: speciale quello di rane, catturate lungo i fossati, un primo piatto che pochi sanno cucinare rammentando la ricetta delle madri o delle nonne. Ma c’è anche quello con le frattaglie di pollo, quello con le erbette selvatiche di campo e quello con la zucca. Sono sapori di tutti i giorni, di una vita semplice legata ai ritmi della natura, che aiutano a gustare anche gli altri importanti valori di questa terra. Numerose le feste e le sagre che celebrano i prodotti tipici e la vita agreste, tra le principali si ricordano le fiere del bestiame di Piove di Sacco e Sant’Angelo di Piove, la festa dell’asparago e quella del radicchio di Conche di Codevigo, la fiera degli uccelli di Sant’Angelo, la festa della Zucca di Piove di Sacco, la Festa della Dolcezza di Pontelongo.

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