Museo Etnografico a Stanghella

Stanghella

Museo Etnografico a Stanghella

Il Museo Etnografico a Stanghella, sorto nel 1980, è suddiviso in più sezioni che raccolgono un’abbondante e originale documentazione riguardante la colonizzazione umana (dalla preistoria recente fino alla meccanizzazione agraria) della Bassa Padovana, territorio che si estende nella fascia compresa tra i Colli Euganei, a nord, l’Adige, a sud, e confina ad ovest con il veronese. Il museo civico si sviluppa attraverso sette sale espositive che seguono una sequenza cronologica a ritroso e precisamente da quando le campagne erano popolate ed organizzate in contrade e corti, nel periodo preindustriale, all’inizio della meccanizzazione agraria e del grande esodo: l’osteria, punto di accoglienza e di rivisitazione di un luogo di ritrovo del tempo passato, con botti e tavoli del Seicento; la sala delle officine rurali (fabbro, carradore, maniscalco); le due sale della cartografia storica (una è occupata dalla grande carta catastale del Cinquecento del “Retratto del Gorzone”, con misure di m. 8 x 3,50); la sala della “Ruralità”, con un’affascinante esposizione di attrezzi e oggetti dell’ambiente contadino e della vita quotidiana nei tempi passati; la sala della “Colonizzazione Antica” dove trovano spazio gli importantissimi reperti (soprattutto in osso e selce) ritrovati presso la stazione neolitica di Selva di Stanghella (qui furono ritrovati i resti scheletrici umani di almeno 28 individui, ora conservati presso il Museo archeologico di Este). A testimonianza di questo primitivo insediamento, in una grande vetrina posta al centro della sala, si possono osservare ossa di diverse specie animali quali il cinghiale, il bisonte, ed il cervo, nonché un cranio ben conservato di un esemplare di Orso delle caverne. Ossa che offrono il quadro faunistico del paleoambiente in cui si trovava ad insistere la stazione. Ma corna, cubiti e frammenti di ossa lunghe costituivano anche materia prima da cui ricavare strumenti per le attività di sostentamento che caratterizzavano la primitiva economia dell’epoca. Nell’ultima sala, la sala della “Ceramica”, sono raccolte, iniziando dal tardo medioevo, le terracotte ed il vasellame caratterizzanti l’evoluzione nel tempo delle tecniche di lavorazione e di decorazione. Preziosissime sono le due scodelle e il piattello di legno di salice dipinti con ornamentazioni che richiamano schemi islamici. Tali oggetti provengono da tombe della chiesa di San Paolo a Monselice e sono databili agli inizi del XIV sec. Gli altri tre esemplari del corredo sono conservati a Monaco di Baviera.

Infine al Museo Etnografico a Stanghella sono ospitate una biblioteca specifica e un archivio, con carte e pergamene (dal sec. XIV al sec. XIX), e una pinacoteca intitolata al Maestro Pietro Favaro le cui opere (66 per la precisione, databili dal 1930 al 1990) furono donate nel 1993 dallo stesso Favaro al Comune di Stanghella. Oggi la Pinacoteca presenta inoltre opere di altri artisti affermati o esordienti e di alcuni illustri pittori del ‘700 e ‘800 veneziano tra i quali Maggiotto, Guardi, Tito e del ‘900 tra i quali Guttuso, Carrà, Guidi.

Info
Piazza Otello Renato Pighin 21, Stanghella (PD)
Tel +39 0425 95670
Fax +39 0425 95670
museo.stanghella@museibassapd.it

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