Ponte Romano di San Lorenzo a Padova

Padova

Ponte Romano di San Lorenzo a Padova

Il Ponte Romano di San Lorenzo a Padova costruito nel I sec. a.C., è un antico ponte posto sul Naviglio Interno (detto anticamente Flumesello) del fiume Brenta sepolto sotto la Riviera dei Ponti Romani e Riviera Tito Livio, l’unico interamente conservato tra i 5 ponti della Patavium romana (edificati con grosse pietre di Costozza squadrate a scalpello, di solida ed elegante struttura). Viene ricordato in documenti medievali a partire dall’XI secolo col nome di Ponte Santo Stefano, denominazione in uso fino al XV secolo, dovuta alla vicinanza dell’omonimo convento femminile benedettino, attuale liceo Tito Livio. Fu soltanto nel Cinquecento che, avendo assunto particolare importanza l’attigua chiesa di San Lorenzo (soppressa nel 1809 per volontà napoleonica e alla quale era addossata la Tomba di Antenore, mitico fondatore di Padova), il ponte prese il nome che ancora oggi lo contraddistingue. Col tempo interrato, si hanno notizie del ritrovamento del Ponte nel Settecento, ma è solo con gli scavi attuati nel 1938, per restaurare il Palazzo del Bo’ dell’Università di Padova, che venne totalmente riscoperto e oggi, dopo duemila anni di distruzioni e inondazioni, se ne possono ancora ammirare i solidi e antichi resti. Attualmente sono raggiungibili attraverso un sottopassaggio in Via San Francesco, vicino al monumento di Antenore.

Il Ponte Romano di San Lorenzo a Padova è impostato su due pile e articolato in tre arcate a sesto ribassato in conci calcarei e di trachite e conserva ancora l’iscrizione con i nomi dei magistrati che ne seguirono la realizzazione. La lunghezza complessiva del ponte doveva essere di circa 53 metri mentre la larghezza di circa 8. I parapetti erano probabilmente realizzati in pietra o rivestiti con lastre di marmo lunense, come testimonia la lastra con iscrizione attestante la costruzione di un pluteum, rinvenuta nel letto dell’antico Medoacus (il Brenta, dove allora come oggi scorreva il fiume Bacchiglione), sempre durante gli scavi del 1938.

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