Teolo

Nel cuore dei Colli Euganei.

Teolo

Collocata in una posizione strategica tra i Colli, è punto di partenza privilegiato per attività sportive e per godersi luoghi incantevoli come l’Abbazia Benedettina di Praglia e il Santuario del Monte della Madonna. 

Teolo, oggi paese del Parco Regionale dei Colli Euganei di circa 8 mila abitanti, è in realtà un antico villaggio, già luogo di insediamenti fin dalle ere più remote. Titulus, nome di origine incerta, probabilmente dalla lapide postavi da Roma nel 141 a.C. per segnare i confini tra i Patavini e gli Atestini (tra Padova e Este, i due maggiori centri paleoveneti), si narra abbia dato i natali all’illustre storico e filosofo romano Tito Livio. Il cippo fu ritrovato nei pressi della Pieve di s. Giustina di Teolo e confermerebbe l’esistenza di questo luogo di confine, già abitato in epoca pre-Romana. La Chiesa di S. Giustina, citata in una decima papale del 1297, fu edificata tra il 1290 ed il 1310, mentre il campanile fu innalzato nel 1400. Alla metà dell’Ottocento la chiesa venne ampliata con l’aggiunta di cappelle laterali e del battistero, mentre il bel campanile cuspidato che si ammira oggi è quello originario. All’interno affreschi liberty di Giacomo Manzoni realizzati nel 1912, mentre l’altare maggiore ha opere di Domenico Campagnola (sec. XVI). Nel periodo medioevale a Teolo vi soggiornò Federico Barbarossa, e nel secolo XIII° fu sede di una podesteria in epoca Comunale e Carrarese (a questo periodo risalgono le rovine del castello di Rocca Pendice,  posto in cima ad una parete di trachite che fu presidio militare di grande importanza per la posizione strategica) e, successivamente, dopo la caduta dei Carraresi, di una vicaria sotto la Serenissima con sede nell’attuale Palazzetto dei Vicari, edificato nel Trecento ma ampliato sul finire del XVI° secolo (recentemente restaurato e adibito a sede del Museo di Arte contemporanea “Dino Formaggio”,  filosofo e critico d’arte di fama internazionale). I suoi vicari come di consuetudine erano nobili padovani che duravano in carica un anno, e avevano l’obbligo di abitare in paese con compiti amministrativi e militari. Uno di questi, Alessandro Capodivacca, fece apporre nel 1543 un orologio sulla torre del Palazzetto a spese della Vicaria. L’importanza amministrativa di Teolo decadde col riordinamento napoleonico che ne ridusse i confini. Fu l’Austria che sul finire della sua dominazione, nel 1862, tolse a Teolo Commissariato e Pretura e lo ridusse all’attuale malformata configurazione, con sede municipale al piano presso l’antica Villa Revese. Dal 1989 la maggior parte del territorio comunale ricade sotto la tutela del Parco regionale dei Colli Euganei. La natura e la quiete dei Colli Euganei hanno ispirato generazioni di poeti, fra cui Francesco Petrarca, Percy Shelley, Lord Byron, Ugo Foscolo. Ancor oggi il paesaggio è caratterizzato dai vigneti e dai relativi terrazzamenti in trachite ed è uno dei luoghi più belli dei Colli Euganei, meta privilegiata del turismo escursionistico e delle scampagnate fuori porta dei padovani.

I dintorni di Teolo sono particolarmente battuti dai ciclisti amatoriali per la bellezza del paesaggio. Tra gli itinerari più interessanti, da ricordare il Sentiero del Monte Grande, con deviazione fino ai ruderi del Castello di Rovolon, e quello che dal centro del paese conduce al Monte della Madonna (che ospita il Santuario della Madonna del Monte con annesso piccolo monastero benedettino e l’Oratorio Sant’Antonio Abate risalente al Trecento) che transita per l’ameno Valico delle Fiorine. Sulla strada che porta ad Abano si erge il complesso benedettino dell’Abbazia di Praglia, sede di una scuola di restauro del libro antico e dichiarato Monumento Nazionale per la sua famosa biblioteca monumentale. Numerose le ville sparse in tutte le frazioni (Villa Cavalli a Bresseo, Villa Rosa a Tramonte, complesso La Bembiana a Monterosso). In frazione Feriole sorge il “castello della Montecchia”, sede oggi di un importante campo da golf, e la villa del Foscolo, in cui egli scrisse parte delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis”. Altri punti di interesse sono la già citata Rocca Pendice, una delle formazioni più originali dei Colli Euganei. È una parete di roccia vulcanica, un filone trachitico alto 130 metri, molto utilizzata per esercitazioni d’alpinismo. Sulla cima della Rocca, seminascosti dalla folta vegetazione, si possono vedere i resti di quello che fu il castello più resistente dei Colli Euganei. Questa fortezza infatti, caso unico tra i castelli dei colli, non venne mai espugnato in battaglia e solo la forza della natura è riuscita a ridurlo in rovine. Per raggiungere i resti del castello, noto anche per la leggenda di Speronella, il sentiero più breve inizia presso i casali cinquecenteschi di Schivanoia oppure si segue il sentiero “Altavia n.1 dei Colli Euganei” che parte nei pressi di Treponti di Teolo. L’Oratorio della Croce di Villa Teolo con il vecchio Crocefisso, in legno di pioppo a destra dell’altare maggiore è databile tra il 1500 e il 1600 ed è ispirato alla scuola di Donatello. Merita attenzione il colpo di lancia al petto, caratteristico della scuola senese – fiorentina. Infine la Chiesa di San Giorgio a Tramonte, di origine antichissima, conserva affreschi databili intorno all’anno Mille, tondi con i dodici apostoli risalenti agli ultimi anni del ‘400 e una Crocifissione attribuita alla scuola padovana dello Squarcione.

Tra gli eventi segnaliamo: Coppa del Mondo DownhillSagra del Gnocco a Teolo, Sagra del Gnocco a Tramonte, Porchetta e Dintorni a BresseoTeolo Sound Festival, Antica Fiera di Bresseo, Festa del Villeggiante a Teolo, Teolo EstateMostra e Festa dei Funghi e Sagra dei Maroni. Il mercato settimanale si tiene la domenica in Piazza Tito Livio mentre il mercatino dell’usato e dell’antiquariato ogni prima domenica del mese in Piazza Perlasca.

La leggenda di Speronella.
Secondo la leggenda nel 1166 il conte Pagano della Torre, vicario di Federico Barbarossa, si invaghì di Speronella, bella e procace fanciulla padovana, fidanzata di Iacopino da Carrara. Dopo averla rapita con la forza, la rinchiuse nella fortezza di Roccapendice e convinse il padre della ragazza a dargliela in sposa. Ma i nobili padovani guidati da Iacopino riuscirono a penetrare il castello, uccidere Pagano e liberare Speronella. Secondo la realtà storica, riportata dal giudice Manfredino di Ugone, il conte Pagano non fu altro che uno dei sei mariti di Speronella, e precisamente il secondo dopo che ella ebbe lasciato il suo primo marito, Iacopino da Carrara, per la vanità di sposare il vicario imperiale.

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