Fiumi e Laghi

Padova, Provincia d'Acque.

Fiumi e Laghi Abano Montegrotto Terme

La fama delle acque termali di Abano Terme ha resistito al passare dei secoli, e alla fine del 1700, a seguito degli studi scientifici sulle proprietà benefiche delle acque calde minerali, iniziò il fiorire degli stabilimenti termali.

Dalle acque termali delle Thermae Abano Montegrotto ai numerosi fiumi, laghi, corsi d’acqua, canali, riviere, zone umide e sorgenti dei Colli Euganei e di Padova e Provincia. L’acqua è l’elemento naturale che unisce tutta la Provincia di Padova. Lungo le principali vie d’acqua sono sorte e si sono sviluppate le maggiori città: Padova, Este, Montagnana, Monselice e Battaglia, giusto per citare le principali.

Fin dai tempi antichi, Padova era conosciuta come la città delle acque; già ricca di fiumi e corsi d’acqua naturali, la costruzione di canali artificiali rese la Città del Santo punto nevralgico di traffici commerciali (basti pensare che oltre i principali canali di collegamento, esisteva una fitta rete di oltre cinquecentonovanta canali scavati nel periodo medievale), mentre i deliziosi laghetti costituiscono ancora oggi importanti siti di interesse naturalistico. La navigazione fluviale allora era considerata comoda e sicura rispetto alle strade spesso impraticabili per le piogge, il gelo o il brigantaggio; inoltre l’acqua veniva usata per l’irrigazione e lo sfruttamento energetico. Attraverso questa fitta serie di canali navigabili tutte le città della Provincia di Padova erano collegate tra loro e tutte erano collegate alla laguna di Venezia e al mare, principali punti di scambio commerciale (granaglie, prodotti agricoli, legnami, marmi, pietre calcaree e la pregiata trachite dei Colli Euganei). Quando poi si navigava in canali con poca pendenza o si risaliva controcorrente, le imbarcazioni venivano trainate dai cavalli, guidati dai cavalanti, o dagli stessi barcari che camminavano lungo l’argine, sulle rive chiamate alzaie. Per agevolare la navigazione si costruirono le Conche di Navigazione, dette anche Chiuse o Porte, veri e propri ascensori d’acqua che congiungevano corsi d’acqua di diverse altezze e permettevano alle imbarcazioni di risalire o discendere il corso d’acqua (a Battaglia Terme si possono ammirare quelle più famose).

I percorsi fluviali che collegavano Venezia con Padova e i Colli Euganei erano frequentati da burci, padovane, gondole, sandoli e burchielli che trasportavano persone e merci lungo le aste fluviali dei fiumi, dove venivano costruite delle residenze, inizialmente per controllare le attività dei poderi, che poi si trasformarono in splendide Ville Venete. Dalla metà dell’Ottocento iniziò però un lento declino del trasporto fluviale proporzionale al rapido sviluppo della ferrovia e della rete stradale; oggi gli interventi di pulizia, il risezionamento dei fiumi e il ripristino delle vecchie conche, hanno permesso la ripresa della navigazione lungo gli antichi percorsi d’acqua dove le genti venete hanno costruito la loro storia.

Due sono i fiumi principali che bagnano Padova: il Brenta che lambisce la città a nord e il Bacchiglione che con le sue varie ramificazioni la attraversa. Il fiume Brenta nasce dal Lago di Caldonazzo e raggiungendo Padova si divide. Un ramo prosegue dritto verso la laguna sud di Venezia, mentre un altro ramo, canale artificiale scavato da veneziani, il famoso e antico Naviglio del Brenta, a Noventa Padovana devia per Strà, Dolo, Mira raggiungendo Fusina e quindi Venezia. Noventa Padovana era l’antico porto fluviale di Padova sul Brenta; qui, un tempo, si fermavano le barche e i passeggeri e le merci arrivavano a Padova su carri e carrozze. Poi nel 1209 venne completato il taglio del Canale Piovego, lungo 10 km, da Padova a Strà, che convoglia nel Brenta le acque di Padova provenienti dal Bacchiglione, collegando direttamente Padova al Naviglio del Brenta e quindi a Venezia. Con l’apertura del Canale Piovego e la creazione del porto fluviale del Portello, la navigazione su Padova crebbe fiorente. Il servizio di alta classe della linea trasporto passeggeri del Burchiello, da Venezia a Padova e viceversa, iniziò infatti lo scalo regolare alla Scalinata del Portello, così come pure le varie altre barche di trasporto merci e passeggeri.

Il Bacchiglione, un fiume che costituiva l’antica via fluviale tra Vicenza e Padova, è la primaria fonte d’acqua per la città di Padova. Tutta la città di Padova viveva e vive delle acque del Bacchiglione che scorrono lungo le mura rinascimentali, arrivando davanti all’antico Castello degli Ezzelini di Padova, dominato dalla sua imponente Torre difensiva oggi chiamata Specola. Qui si divide in due: il ramo sinistro del Bacchiglione assume il nome di Tronco Maestro e scende veloce per il dislivello, lungo le antiche Riviere delle mura medievali fino all’antica Chiesa del Carmine arrivando quindi davanti la Chiusa delle Porte Contarine dove le acque si uniscono a quelle del Naviglio e danno origine al Piovego. Un secondo ramo del Bacchiglione, per lo più oggi ricoperto, alla Specola, devia per le riviere interne della prima cinta muraria con il nome di Naviglio Interno, percorrendo tutto il centro storico della città, i palazzi maestosi, l’Università, scendendo fino alle Chiusa delle Porte Contarine dove, superato il salto d’acqua, si congiunge alle acque del Tronco Maestro nel Piovego. Il volto della città è cambiato negli anni ’50 e ’60 per l’interramento dei canali cittadini, in particolar modo del Naviglio Interno. Ci sono scorci e vedute impagabili anche nel cuore di Padova, dove palazzi si affacciano direttamente sui canali e dove riecheggia la serenità dello scorrere lento dell’acqua. Le vie d’acqua padovane si possono percorrere in barca: visite ed escursioni sono organizzate da aprile ad ottobre, anche in orari serali. Una nuova pista ciclopedonale, l’Anello Fluviale di Padova, abbraccia tutta la città per un perimetro di circa 55 km. Da Padova è possibile imbarcarsi per raggiungere la città d’acque per eccellenza,Venezia, seguendo la Riviera del Brenta e le nobilissime Ville Venete.

Infine una lunga diramazione del Bacchiglione, con i canali Bisatto e Battaglia, abbraccia i Colli Euganei con la Riviera Euganea. A Battaglia Terme le acque convergono nel Vigenzone che attraversa Bovolenta e successivamente nel Canale Pontelongo fino a Chioggia dove le acque si mischiamo con le acque del Brenta provenienti da Strà. A Battaglia Terme il Museo della Navigazione Fluviale testimonia storie, tradizioni, e le nobili attività svolte lungo i fiumi. Lungo la Riviera Euganea sono sorte dimore maestose e aristocratiche: il Castello del Catajo, Villa Molin, Villa Selvatico Sartori per citarne alcune. Seguendo il canale Battaglia si prosegue l’itinerario in bicicletta pedalando lungo l’Anello E2 dei Colli.

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