Asparago di Padova

Tra le più importanti coltivazioni della Provincia di Padova.

Asparago di Padova

Camera di Commercio

L’Asparago di Padova (Asparagus officinalis) è ottenuto dalle varietà Larac, Darianna, Precoce d’Argenteuil, Eros e altre derivanti da ibridazioni e tipiche della zona. Furono i romani a introdurre la coltivazione degli asparagi nella pianura padana verso la fine del I sec. a.C. anche se le prime notizie sicure della sua coltivazione in Veneto risalgono alla prima metà del ‘500 riportate in alcuni documenti dei Dogi veneziani. Sempre all’inizio del ‘500 il medico padovano Michele Savonarola nel suo “Libreto di tutte le cosse che se manzano” (1508) cita tra le produzioni presenti in zona l’asparago bianco che quello selvatico. L’asparago viene citato inoltre fra le prelibatezze servite nei conventi padovani nel’800. Attualmente della produzione dell’asparago coltivato all’aperto, del quale il Veneto stando alle stime recenti detiene il primato nazionale, si ottengono quasi 9.000 tonnellate di asparagi su una superficie superiore ai 1.600 ettari (attorno alle 40.000 tonnellate il dato nazionale).

L’Asparago di Padova, è ottenuto da nuove tipologie derivanti da incroci con quelle tipiche della zona. I turioni (germogli che si sviluppano da un tubero) possono essere bianchi con, calibro da 10 a 16 mm e lunghezza compresa tra i 17 cm e i 22 cm, oppure verdi, con calibro da 6 a 16 mm e lunghezza tra i 17 cm e i 27 cm. La produzione dell’asparago incomincia a partire dal 2°-3° anno dalla realizzazione dell’asparagiaia, che generalmente deriva dalle radici sotterranee, ottenute dopo 8-20 mesi dalla collocazione nei vivai; una volta trapiantate, in solchi della profondità circa di 20 cm, sono coperte completamente dalla terra perché diventino turioni interamente bianchi. La terra di coltivazione è di norma permeabile e ben drenata per consentire una veloce fuoriuscita dell’acqua in eccesso. Si deve controllare la quantità di concime e di acqua a seconda della consistenza del terreno e delle precipitazioni. L’asparago bianco è ottenuto in terreni preparati a prode e i turioni vengono raccolti con incisioni in profondità ; quello verde invece è raccolto quando i turioni sono usciti dal terreno per circa 30 centimetri. Il colore verde è dovuto alla clorofilla causa l’esposizione del turione alla luce del sole. Nelle statistiche relative agli “Aspetti economici della provincia di Padova” si rileva, nell’anno 1929, che la produzione dell’asparago padovano concorre per circa il 10% sull’intera produttività degli orti industriali della nostra provincia.

Gli Asparagi di Padova sono raccolti tra aprile e l’inizio di giugno e data l’abbondanza della produzione sono facilmente reperibili sia nei negozi di ortofrutta a che nella maggior parte dei mercati al dettaglio della nostra provincia. Sono molteplici le “feste dell’asparago” che si svolgono in primavera in molte località del padovano a prova dell’importanza di questa coltivazione. Gli asparagi si coltivano in tutto il territorio padovano. Famoso l’Asparago Bianco di Bassano del Grappa DOP, di Fontaniva e Pernumia.

Gli Asparagi di Padova hanno virtù diuretiche e vengono largamente usati in cucina. Si gustano soprattutto cotti a vapore in modo da evitare il rischio di perdita dei valori nutritivi e per preservarne il sapore intatto.

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