Torre Carrarese a Piove di Sacco

Piove di Sacco

Torre Carrarese a Piove di Sacco

La Torre Carrarese a Piove di Sacco, o Torre Maggiore, considerata un simbolo della città, svolge attualmente il ruolo di campanile accanto al Duomo di San Martino. La Torre, in origine con funzione di mastio del medievale castello fortificato di Piove (voluto dal vescovo di Padova Gauslino attorno all’anno 1000 per fronteggiare i pericolosi attacchi degli Ungari, distrutto poi nel 1256 da Ezzelino o nel 1317 da Cangrande della Scala), fu riedificata da Francesco da Carrara il Vecchio, allora Signore di Padova, attorno al 1360 assieme ad altre 3 unità (Torre Rossi,Torre Panico, Torre Carrarese). Con le devastazioni del 1800, queste ultime furono distrutte e il nome di “Carrarese” passò dall’antica torre al mastio. Decisamente interessante il meccanismo dell’orologio che, pur se affiancato da altri più moderni resiste dal 1907.

La Torre Carrarese a Piove di Sacco è a base quadrata con un alto basamento in pietra e la parte restante in mattoni a vista. Nella sua altezza di 31 metri con pochissime aperture, presenta tratti gotici quali la porta, le paraste e i piccoli archi pensili. Saliti i 98 gradini della stretta scala in mattoni, si può ammirare dall’alto la piazza, i palazzi, le vie che in essa confluiscono e, in lontananza, anche i campanili delle chiese dei paesi vicini. Per aiutare i visitatori alla comprensione della “forma urbis” della città, un plastico riproduce il Castello di Piove (o meglio “Pieve”) all’epoca dei carraresi (con il vallo quadrilatero, i terrapieni, le porte e le torri di difesa), che è possibile confrontare con la città attuale. Particolarmente caratteristica è la cella campanaria posta sulla sommità: edificata dalla Serenissima nel 1415 allo scopo di convertire la torre difensiva in un campanile per il Duomo di San Martino. Contemporanea è la costruzione dell’originale orologio a 24 ore, posto al di sotto della cella, con il quadrante in marmo bianco e lancette in ferro battuto. Nel prospetto principale si possono ammirare tre bassorilievi in pietra che raffigurano rispettivamente l’emblema del patrono, San Martino, il Leone di San Marco e lo stemma del nobile Tagliapietra, podestà di Piove, probabilmente l’artefice della conversione in torre campanaria. Sotto l’orologio altri due grandi bassorilievi, risalenti con buona probabilità al XV secolo, raffiguranti ancora il leone alato dotato di libro aperto e un san Martino a cavallo.

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