Montagnana

La città delle torri.

Montagnana

I due chilometri di mura medievali interrotte da 24 maestose torri esagonali alte fino a 19 metri sono il fiore all’occhiello di Montagnana, avamposto difensivo fin dai tempi più antichi. Ancora oggi qui si tiene l’antico Palio di Montagnana. In corrispondenza di porta Padova, merita una visita il Castello di S. Zeno, mentre sul lato opposto sorge la rocca degli Alberi. L’imponente complesso protegge altrettanti capolavori come il Duomo con una tela di Paolo Veronese, o la chiesa di San Benedetto, dove è conservata una tela di Palma il Giovane. La popolarità della cittadina è legata anche all’enogastronomia per la produzione del prosciutto DOP Veneto Berico e per la sua Sagra: la Festa del Prosciutto.

Situata nel cuore della fertile pianura compresa tra l’Adige e i colli Euganei, Montagnana sorse in epoca romana a difesa del fiume, che la bagnava prima del 589 d.C., anno in cui una rotta a valle di Verona ne deviò il corso verso sud. Già capoluogo longobardo, l`abitato passò nell`XI secolo agli Estensi, che ne fecero un importante borgo fortificato, caduto poi nelle mani degli Ezzelini e quindi entrato a far parte dei territori dei Carraresi, signori di Padova, prima del definitivo assoggettamento alla Repubblica di Venezia, nel 1405. Che la città abbia avuto importanti trascorsi medievali appare evidente osservando il profilo turrito della sua cerchia muraria, una delle più belle e meglio conservate d`Europa; essa disegna un rettangolo irregolare, con un perimetro di quasi due chilometri, nel quale si aprono quattro porte che consentono l`accesso al centro storico, il cui tessuto edilizio è andato stratificandosi a partire dal XIII secolo. Tutto intorno correva un tempo il fossato, oggi colmato e ricoperto da un manto erboso che crea un`armoniosa cornice verde attorno alle ventiquattro torri poligonali, collegate da una cortina sulla quale corre un camminamento di ronda largo quasi due metri. Alzata, abbattuta e ridisegnata più volte, la cinta di Montagnana assunse la forma definitiva intorno al 1360 per volere di Francesco il Vecchio da Carrara, il quale vi aggiunse la Rocca degli Alberi, poderosa fortificazione con tre corpi di fabbrica e mastio alto circa 35 metri, a presidio della porta occidentale; a est ci pensava invece il Castello di San Zeno, che rappresenta il nucleo più antico della cinta fortificata, già irrobustito da Ezzelino da Romano nel 1242 con un mastio di 38 metri. Oltrepassato il baluardo militare si entra nel cuore del borgo medievale, seguendo via Carrarese, sulla quale si affacciano notevoli edifici porticati quattro-cinquecenteschi, fino a raggiungere il duomo, rifacimento in forme gotico-rinascimentali di una precedente chiesa romanica. Iniziato nel 1431 e concluso nel 1502, esso sfoggia un portale attribuito al Sansovino, che introduce a un interno arricchito da numerose opere d`arte, con pale e affreschi del primo Cinquecento – realizzati dal pittore vicentino Giovanni Buonconsiglio – e una Trasfigurazione del Veronese (1555). Tra gli edifici civili si segnala villa Pisani, appena fuori delle mura, eretta nel 1553-1555 su disegno del Palladio; l’edificio, di forma cubica, ha facciata mossa da un loggiato a due ordini con semicolonne, timpano ed elegante fregio bugnato che funge da marcapiano.

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