Monselice

Un incrocio di civiltà.

Monselice

Prima i Romani, poi i Longobardi, i Franchi di Carlo Magno, gli Estensi, gli Svevi ed infine la Serenissima: per la sua posizione strategica, a difesa di Padova, Monselice accolse gli stili e le culture di civiltà di diverse epoche. I segni di tali presenze possono ancora ritrovarsi nell’antico Castello medievale, per esempio, nella cui biblioteca è stato allestito l’Antiquarium Longobardo. Poco distante dal Duomo si apre il percorso che conduce al Santuario Giubiliare delle Sette Chiesette, la via che funge da ingresso a Villa Duodo. Per chi apprezza le visite naturalistiche, imperdibile è il Sentiero che conduce al Monte Ricco. Per chi invece adora le feste folcloristiche, la terza domenica di settembre si tiene la Giostra della Rocca con la sfilata del Corteo Storico lungo le vie della città, cui segue nel pomeriggio la Gara della Quintana e la consegna del Palio alla contrada vincitrice. La Giostra consiste in una sfida tra le nove contrade della città: partite a scacchi, gare di forza e di abilità come il tiro con l’arco, la gara delle macine e la staffetta. La sua origine risale al 1239, quando l’imperatore Federico II di Svevia passò per la cittadina e venne accolto da grandi festeggiamenti, che vennero ripetuti anche negli anni seguenti. Altri eventi sono La Rocca in Fiore, la Notte Bianca a Moselice, il Natale a Monselice.

La storia di Monselice inizia nel 602 quando il bizantino castrum Mons Silicis cade nelle mani del re longobardo Agilulfo, come racconta Paolo Diacono nella sua Historia Longobardorum, prima fonte scritta sull’abitato. Già insediamento neo-eneolitico (IV-III millennio a.C.), della cultura del bronzo (II millennio a.C.) e romano, sotto longobardi e franchi Monselice è un’importante roccaforte militare e centro amministrativo a capo di un vasto territorio tra l’Adige e i Colli Euganei. Libero comune a metà del XII secolo, nel 1237 accoglie il tiranno Ezzelino III da Romano, vicario dell’Imperatore Federico II di Svevia in terra veneta, il quale vi comanda ingenti lavori di fortificazione e ne fa base di violente campagne militari contro Padova, Este e i castelli delle terre vicine. Conquistato nel 1338 dai da Carrara, signori di Padova, al termine di un estenuante assedio durato un intero anno, nel 1405 è annesso ai territori della Serenissima. Il lungo e prospero periodo veneziano ne segna il graduale declino della vocazione militare e il fiorire delle attività agricole, industriali (estrazione, filatura) e commerciali, favorite dalle comode vie fluviali di trasporto. L’estrazione di pietra dal colle della Rocca e dal monte Ricco caratterizza la crescita industriale della città e raggiunge il suo massimo sviluppo nel ‘700. Un grosso carico di trachite partito da Monselice nel 1722 sarà impiegato per pavimentare Piazza San Marco a Venezia.

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