Area Archeologica di Via San Mauro a Montegrotto Terme

Ritrovamenti archeologici a Montegrotto Terme: la Villa Romana di Via San Mauro.

Area Archeologica di Via San Mauro a Montegrotto Terme

Nell’Area Archeologica di Via San Mauro a Montegrotto Terme, interna ad una proprietà privata, sono conservati i resti di una lussuosa Villa Romana, costruita nel I secolo d.C. e frequentata fino al II – III secolo d.C.. Diversi elementi, quali tamponature di alcuni ambienti tramite setti murari aggiunti e rifacimento di alcuni pavimenti, indicano che l’edificio subì interventi di ristrutturazione; del resto, la continuità d’uso nel II secolo d.C., rispetto all’impianto inquadrabile nel I secolo d.C., è attestata dal rinvenimento di tubature idriche in piombo con il marchio di Arria Fadilla, la madre dell’imperatore Antonino Pio (138-161 d.C.). Più tardi, sulle fabbriche dell’edificio romano, forse diroccato o forse parzialmente riutilizzato, si impiantò un piccolo cimitero, come nella Villa Romana di Via Neroniana a Montegrotto Terme.

Nell’Area Archeologica di Via San Mauro a Montegrotto Terme, i primi resti (due ambienti pavimentati a mosaico) emersero nel 1927, per venire interamente messi in luce nel 1933, quando si scoprirono anche altre stanze sempre con pavimento musivo e in lastre lapidee. Altri lacerti di mosaici si scoprirono nel 1966. Ulteriori indagini si svolsero nel 2007 e portarono all’individuazione di un gruppo di altri ambienti. Stando sia ai rivestimenti pavimentali conservati, sia alla decorazione architettonica rinvenuta durante gli scavi del XX secolo, la percezione della Villa Romana di Via San Mauro a Montegrotto Terme è quella di un complesso di grande pregio e molto articolato, un quartiere residenziale circondato da corridoi o portici con diversi ambienti pavimentati a mosaici di tessere bianche e nere. Tra i mosaici rinvenuti ci sono: un mosaico nero punteggiato di dadi bianchi con motivi a nido d’ape di esagoni, un mosaico disegnato a losanghe e quadrati delimitati da una treccia, un pavimentato in lastre di marmo (”opus sectile”) bianche e nere e un mosaico geometrico con disegno a quadrati e rettangoli detto “a stuoia”.

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