Area Archeologica della Chiesa di San Paolo a Monselice

Ritrovamenti archeologici a Monselice: la storia del Complesso Monumentale San Paolo.

Area Archeologica della Chiesa di San Paolo a Monselice

L’Area Archeologica della Chiesa di San Paolo a Monselice si trova nei pressi dell’ex edificio sacro costruito tra l’VIII-IX secolo d.C. e che venne utilizzato fino al 1956, quando ormai era certa la costruzione del nuovo Duomo della città murata. La Chiesa di San Paolo venne allora letteralmente svuotata e venduta al Comune di Monselice con la raccomandazione di destinarla a scopi culturali. La riqualificazione del complesso comportò l’esecuzione di scavi sia all’interno che all’esterno dell’edificio. I primi, realizzati negli anni ’60 e 70’, furono funzionali alle opere di consolidamento delle diverse parti dell’edificio, dalla cripta di San Sabino (posta al di sotto della chiesa), alla Sala della Buona Morte (posta al di sopra della navata rinascimentale e così chiamata poiché a partire dai primi del ‘700 fu destinata ad accogliere quei moribondi, poveri e abbandonati, che rischiavano di non beneficiare di una sepoltura cristiana e di essere lasciati per strada o gettati in fosse comuni), ai diversi muri perimetrali, e solo a partire dal 1985 furono avviate vere e proprie campagne di scavo archeologico sotto la supervisione delle Soprintendenze competenti. Le indagini all’interno della chiesa, permisero di chiarire la sua conformazione nelle diverse epoche storiche (vennero definitivamente messe in luce le strutture primitive della chiesa, risalenti all’alto-medioevo), mentre quelle nell’area esterna, eseguite dal 2003, in previsione della nuova sistemazione dell’area, consentirono di aggiungere nuove e significative informazioni sulla storia della Chiesa di San Paolo e della Città di Monselice. Ad oggi e grazie al prezioso restauro partito nel 2006, l’ex Chiesa di San Paolo è stata trasformata in un Complesso Museale Monumentale che ospita il Museo della Città di Monselice.

Area Archeologica della Chiesa di San Paolo a Monselice – Prima Area di Indagine
Risale al 2003 l’intervento di scavo eseguito nell’area estesa dal fianco nord della chiesa, fino al piano della piazza. In questa zona sono emersi dei terrazzamenti realizzati con muretti in pietra, utilizzati in epoca tardo medievale e rinascimentale come orti e in età moderna come cimitero. Nel 2004 le indagini sono continuate nella parte più bassa, dall’angolo nord-ovest della chiesa verso la piazza e hanno confermato l’utilizzo cimiteriale, in epoca moderna, anche di questa zona. Nel corso degli scavi sono state messe in luce, inoltre, due calcare risalenti al medioevo, sicuramente connesse ai lavori di ampliamento della chiesa; le calcare risultano realizzate sopra un’area cimiteriale di epoca medievale con sepolture di inumati in nuda terra. In epoca altomedievale l’area presso la chiesa è stata interessata dalla presenza di un edificio, presumibilmente un porticato, di cui rimangono solo due pilastri quadrangolari in laterizio con fondazioni realizzate in materiale romano di reimpiego. Da qui proviene il bassorilievo funerario di pietra calcarea bianca raffigurante Ganimede rapito da Giove sotto le spoglie di un’aquila databile al primo secolo d.C. La conferma che in epoca altomedievale l’area attorno alla Chiesa di San Paolo era abitata, viene anche dal rinvenimento di resti di piani pavimentali con focolari e buche di alloggiamento per pali di sostegno di strutture lignee, ascrivibili a questo periodo sulla base dei dati di scavo. Non sono state trovate, invece, tracce di insediamenti di epoca romana, perchè la zona ospitava una necropoli, come indica il rinvenimento di alcuni gruppi di tombe e del bassorilievo raffigurante Ganimede, verosimilmente parte di un monumento funerario. Non sono presenti neppure tracce di frequentazione dell’Età del Ferro, mentre è testimoniata la presenza di un insediamento dell’Età del Bronzo.

Area Archeologica della Chiesa di San Paolo a Monselice – Seconda Area di Indagine
Il secondo intervento ha invece interessato le pertinenze esterne alla facciata occidentale della chiesa. Nel 2005 l’indagine archeologica si è svolta sulle fondazioni del vecchio Municipio, demolito tra il 1965 e il 1966, e ha messo in luce il piano pavimentale dell’ingresso della chiesa consentendo di comprendere che la sistemazione di questo spazio pubblico, è stata la conclusione di una scelta architettonica elaborata già alla fine del Medioevo, la quale aveva portato in modo insolito a nascondere la facciata dell’edificio sacro con una costruzione con funzione civile. Sotto il pavimento del Municipio erano presenti i resti sovrapposti di altri due edifici: la Loggia cinquecentesca o Loggia Nuova, ben illustrata nel Catastico di San Francesco, con la facciata principale che si apriva a sud con tre archi e una scalinata di sei gradini e la Loggia Grande fatta edificare dal pretore Carlo Bolano nel 1470, più piccola e con accesso a ovest. Nello scavo archeologico eseguito nel 2008, all’esterno del limite perimetrale della Loggia Nuova, sono stati indagati degli strati che testimoniano la presenza di un cimitero medioevale, utilizzato tra il 1000 e il 1500 circa, che occupava l’area davanti alla facciata della chiesa e proseguiva oltre verso ovest. Al di sotto delle tombe è stata rilevata una frequentazione di epoca altomedievale con la presenza di attività di natura artigianale.

Info
Tel +39 0429 767100
info@sanpaolomonselice.it
www.sanpaolomonselice.it

  Article added to favorites