Fangoterapia Termale

Fangoterapia, medicina naturale.

Fangoterapia Termale Abano Montegrotto Terme

Le Terme sono la risposta semplice e naturale alla domanda di salute e benessere psicofisico dell’individuo di oggi: il trattamento di fango-balneo terapia o fangoterapia è il metodo naturale per migliorare la qualità della vita.

Le nostre acque e i nostri fanghi termali sono conosciuti in tutto il mondo, e hanno regalato benessere a migliaia di persone che frequentano la nostra località da anni.

La fangoterapia è utile nella cura e prevenzione delle malattie reumatiche e artritiche, di cui risolve velocemente i sintomi, permettendo molti mesi di benessere; stimola inoltre la produzione di sostanze ormonali che svolgono azione curativa locale su artrosi iniziale o a stadi più avanzati, fratture, lussazioni e reumatismi. L’applicazione del fango termale maturo è un metodo di trattamento delle malattie reumatiche in fase non acuta, molto diffuso e riconosciuto per la sua efficacia nella risoluzione della sintomatologia dolorosa e per il contenimento della reazione infiammatoria che accompagna il processo di deterioramento della cartilagine. È un trattamento naturale che aiuta anche le persone che soffrono di malattie quali l’artrosi e l’osteoporosi.

Le caratteristiche farmaco-biologiche del fango termale, permettono di garantire risultati terapeutici che incidono positivamente sulla salute generale del paziente, riducendo in molti casi l’assunzione di farmaci. La fangoterapia, viene praticata in tutti gli stabilimenti alberghieri delle Terme Euganee ed è convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Il fango termale euganeo vanta numerose applicazioni sia a scopo preventivo che curativo. La fangoterapia termale allevia significativamente il dolore che accompagna alcune malattie dell’apparato osteoarticolare (reumatismi, artrosi e osteoporosi). In particolare è adatta per:

• osteoartrosi ed altre patologie di tipo degenerativo:
artrosi, poliartrosi, osteoartrosi (con osteoporosi diffusa o localizzata), artrosi diffuse, spondiloartrosi, spondilolistesi, artrosi agli arti, artrite, artrite psoriasica, artrite reumatoide in fase di quiescenza, osteoporosi, cervicoartrosi, lomboartrosi, sciatalgie, discopatia senza erniazione e senza sintomatologia da irritazione o da compressione nervosa, esiti di interventi per ernia discale, esiti di reumatismo articolare, periartriti scapolo-omerali non in fase acuta, cervicalgie di origine reumatica;

•  patologie reumatiche di tipo infiammatorio (in fase non acuta) e reumatismi extra-articolari:
periartrite, spondilite anchilopoietica e anchilosante, borsiti, reumatismi dismetabolici ed infiammatori non in fase acuta, fibromisiti, fibrositi, fibromialgia, fibrosi di origine reumatica, tendiniti di origine reumatica, lombalgie, lombalgie di origine reumatica, mialgie e miositi;

• patologie respiratorie croniche:
come la BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO): la Fangobalneoterapia produce un significativo aumento della capacità del muscolo respiratorio di lavorare contro una resistenza maggiore del normale;

• alcuni quadri post-traumatici:
ipotono-ipotrofie muscolari, rigidità muscolari anche conseguenti l’immobilizzazione in apparecchio gessato;

• in previsione di interventi chirurgici:
artroplastica, per tonificare la muscolatura e migliorare la vascolarizzazione.

Affinché il trattamento risulti efficace si devono effettuare almeno 6/8 sedute consecutive (frequenza giornaliera):
– il ciclo di fangoterapia preventiva dura in media 1 settimana per un numero di 6 applicazioni;
– il ciclo di fangoterapia curativa dura in media 2 settimane per un numero di 12 applicazioni.

MODALITÀ DI EROGAZIONE DELLA FANGOTERAPIA: I 4 MOMENTI DELLA SEDUTA

1. Applicazione del fango termale
Dopo la visita medica obbligatoria di idoneità e di ammissione al trattamento termale, affidata ad un medico specialista, il fango viene applicato sulla superficie delle articolazioni del corpo in base alle indicazioni del direttore sanitario, ad una temperatura fra i 39-42° C, per circa 15/20 minuti (30 minuti per le applicazioni parziali).
Benefici: il calore del fango produce una vasodilatazione benefica sui componenti dell’apparato locomotore. Inoltre si generano cambiamenti a livello cellulare, della funzione escretoria della pelle, specie nei riguardi dell’acido urico, di cui viene aumentata l’eliminazione favorendo così un’azione disintossicante.

2. Bagno termale
Dopo una doccia con acqua termale per rimuovere il fango, l’ospite viene immerso in una vasca con acqua termale a circa 37° C con idromassaggio e ozonoterapia, per circa 10 min.
Benefici: la balneoterapia favorisce la circolazione, il rilassamento della muscolatura ed induce un’azione analgesica e, data la composizione chimica dell’acqua, favorisce specifici stimoli ormonali, biochimici e neurovegetativi che completano il pieno recupero del benessere.

3. Reazione sudorale
È il tempo del riposo e della reazione del corpo alla terapia, durante la quale i tessuti rilasciano il calore accumulato con fango e bagno termale: dopo il bagno termale si sale in stanza per la reazione sudatoria della durata di circa 30/60 min. dovuta all’aumento della temperatura corporea e alla vasodilatazione sanguigna.

4. Massaggio terapeutico
La massoterapia: i massaggi, ultima fase del percorso giornaliero del trattamento termale, sono tonificanti, terapeutici e rilassanti.
Benefici: un breve massaggio ha effetto decontratturante e tonificante, stimola la cute e la muscolatura ed è a completamento della terapia termale.

CONTROINDICAZIONI

La naturalità di queste terapie rende le controindicazioni limitate a condizioni particolari e sicuramente molto meno rischiose rispetto alle terapie farmacologiche.

L’applicazione del fango richiede una sostanziale integrità delle funzioni cardiocircolatorie e renali.
In caso contrario, sono previste applicazioni parziali di fango in modo da sottoporre il corpo ad un impatto più contenuto.
La fangoterapia è comunque esclusa per soggetti affetti da cardiopatia severa o scompensata, da cardiopatia ischemica, da vascolopatia cerebrale e periferica grave, da gravi nefropatie croniche con insufficienza renale, tromboflebite, fasi acute di patologie infiammatorie, insufficienza respiratoria, cardiaca ed epatica gravi. 
Altre controindicazioni sono riscontrabili in caso di TBC, nella fase acuta di malattie a carattere infiammatorio, nell’epilessia, nell’ipertiroidismo e nei tumori maligni.
Si deve inoltre evitare l’applicazione del fango in presenza di varici venose degli arti inferiori specie se aggravate da complicazioni quali flebiti e ulcere, in gravidanza e nei primi giorni del flusso mestruale.

Dato che l’estensione, la temperatura, la durata e la frequenza dell’applicazione di fango possono essere graduate, in alcune di queste patologie è comunque possibile l’applicazione di fango parziale. Anche per questo motivo è previsto un controllo medico prima della fangoterapia.
La patologia venosa, controindicazione più e da tutti conosciuta, permette in realtà la fangoterapia semplicemente escludendo gli arti inferiori.

È sicuramente indispensabile una prescrizione precisa ed il controllo del medico termalista. In ciascuno stabilimento termale è a disposizione un direttore sanitario che segue la cura dell’ospite.

Nessuna controindicazione nell’applicazione del fango in sede di protesi metalliche articolari, né di placche a vite per osteosintesi.

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