J.Fieramosca – N. Costantini: Percezione Struttura Colore

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James Fieramosca e Nadia Costantini in mostra presso l’ex-Chiesetta di S. Maria Annunziata ad Este con ”Percezione Struttura Colore” Inaugurazione sabato 3 settembre alle ore 18:00 Presentazione a cura di Barbara Bordot Orari: Domenica: 10:00 – 12:00  /  16:00 – 19:00 Lunedì e sabato: 17:00  –  19:00 Ingresso libero… Read More

James Fieramosca e Nadia Costantini in mostra presso l’ex-Chiesetta di S. Maria Annunziata ad Este con

”Percezione Struttura Colore”

Inaugurazione sabato 3 settembre alle ore 18:00

Presentazione a cura di Barbara Bordot

Orari:

Domenica: 10:00 – 12:00  /  16:00 – 19:00

Lunedì e sabato: 17:00  –  19:00

Ingresso libero

James Fieramosca nasce a Reggio Emilia il 10 febbraio 1949, vive e lavora nel verde dei colli euganei a pochi chilometri da Padova. Inizia il suo percorso artistico collaborando e realizzando per i  innumerevoli più significativi brand pubblicitari, tanto da attirare l’attenzione di Tullio Crali, il quale gli commissiona nel 1980 la realizzazione della scenografia per la mostra dei futuristi a Padova.

 La sua continua sete di novità lo porta negli anni 90’ prima in S vizzera dove incontra artisti come Basquiat e Julian Schnabel, poi in Svezia dove conosce Bengt Lindtstrom. Proprio per Stoccolma dal 2000 al 2005 realizza un centinaio di progetti per una importante mostra a risonanza internazionale che riscontra un enorme successo.

Nadia Costantini è nata a Mirano (Venezia) nel 1944, si è formata all’Istituto Statale d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti veneziana, dove ha seguito i corsi di Bruno Saetti e di Carmelo Zotti. Negli anni Sessanta la sua pittura risentiva della formazione astratto-informale e le sue proposte, che nascevano da una tensione emotiva, si traducevano sulla tela con cromatismi intensi, segni vigorosi e materia corposa. Il risultato erano composizioni variamente tese a sconfinare oltre la costrizione dello spazio-quadro, con oscillazioni stilistiche che a posteriori vanno valutate come momenti di analisi introspettiva, quale percorso necessario a individuare una propria cifra da cui procedere con determinazione. 

Nel decennio successivo il distacco dall’astratto-informale è avvenuto gradualmente, a intervalli, cominciando a razionalizzare le composizioni con l’inserimento di immagini fotografiche, creando collage di volti e figure evocativi di eventi reali. 

Abbandonata definitivamente la pennellata gestuale, l’immagine prendeva in seguito corpo fondandosi su elementi geometrici, precedentemente studiati e progettati per esprimere dinamismi ottici. Iniziava allora la serie delle Modulazioni di superficie, nelle quali su campiture compatte e buie il colore, sobriamente organizzato con rigore segnico, diventava luce vibratile grazie a modulazioni sia tonali sia per contrasto. 

Trascorsa una lunga pausa di riflessione, l’artista tornava alla pittura nel 1998 con le ritmiche “Scansioni di superficie” — tuttora in fase di continuo studio e sviluppo, caratterizzate da una tavolozza con dirompenti effetti di luci, in cui i colori accostati per esaltarsi vicendevolmente, in un rapporto di luce-ombra, spesso orchestrato dal dominio del nero e che  diventano elemento costruttivo di composizioni che producono illusionistici giochi ottici.

Ex-Chiesetta di S. Maria Annunziata J.Fieramosca – N. Costantini: Percezione Struttura Colore