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Sala Don Bosco
7 ottobre 2022

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20:30
7 ottobre 2022
Sala Don Bosco

I venerdì della Rosa

Filippo nasce a Venezia ma “scopre” la barca a vela solo a 13 anni.
Dopo un paio d’anni di gavetta, acquista il suo primo “LASER” e inizia a far regate.
In questa categoria arriva a conquistare il nr. 89 nella ranking-list mondiale (su circa 60.000 iscritti).
Nel ’73 veste la sua prima “Maglia Azzurra” al Campionato Europeo Laser di Tallin (Estonia).
Nel ’75 inizia a regatare sui cabinati d’altura e si divide fra università e vela.
Dal ’78 all’ ’82 è sotto contratto con vari Team e conquista 2 titoli italiani.
Nel 1980 è il primo italiano a vincere il Campionato del Mondo della categoria Maxi-IOR .
Nel 1981 è in Inghilterra per l’Admiral’s -Cup e la famigerata regata del Fastnet, dove nel ’79 hanno perso la vita molti velisti.
Sempre nel ’81 è selezionato nell’equipaggio di “Azzurra”, la prima barca italiana di Coppa America. Purtroppo non parteciperà all’America’s Cup perché non aveva ancora fatto il militare!
Nel 1989 è 16° al Campionato Mondiale One Ton Cup a Napoli.
Gli anni successivi lo vedono difendere i colori italiani nei circuiti di barche d’epoca a bordo del 25 metri “Varuna” del 1909, e poi su “EA” un 20 metri dei cantieri Baglietto del 1952.
Nuovamente ai vertici della vela mondiale, nel 2008, è medaglia d’argento al Campionato Europeo di Cherso, e ad Atene si piazza al 5° posto ai Campionati Mondiali Assoluti.
Dal 2010 regata anche sui “Dragoni”, ex barche di classe olimpica, estremamente difficili e tecniche. Nel 2012 Filippo risulta l’8° miglior timoniere italiano della classe Dragoni.
Nel 2013, 2014, e 2015 vince il Campionato Mondiale per barche d’epoca.
Nel 2013, ad Ancona, Filippo è 14° ai Campionati Mondiali di vela d’altura.
Oltre alle regate, Filippo ha partecipato a traversate e lunghi trasferimenti che hanno contribuito alla sua formazione di “marinaio” piuttosto che di agonista e regatante.
Il desiderio di sfida con se stesso, la passione per il mare e la vela, l’età ormai matura, e la cosciente umiltà con cui si deve andar per mare, lo hanno spinto a cercare di cimentarsi nel mare più difficile del pianeta: Capo Horn e lo Stretto di Drake. Un anno di preparativi, e nel gennaio 2006 l’avventura si è compiuta: dalla Patagonia all’Antartide e ritorno, 28 giorni di vela “estrema”, 6.000 chilometri percorsi completamente soli, senza possibilità di soccorsi e di approvvigionamenti.
Filippo è iscritto all’ Albo Nazionale degli Esperti Velisti.
Dal 2002 al 2005 è stato Presidente della Lega Navale Italiana – Sez. di Padova. Ha la patente nautica dal 1984, ed è un esperto subacqueo.
Dal 2019 è il Presidente della Sezione di Padova e della Regione Veneto, dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia.
L’avventura al Polo Sud è nata anche per un secondo motivo: Filippo voleva riuscire a portare laggiù un binocolo. Quel binocolo, 78 anni prima, era al collo di un altro Filippo sui ghiacci del Polo Nord. Era suo nonno: il Capitano di Fregata Filippo Zappi che nel 1928 col dirigibile “ITALIA” precipitò sulla banchisa polare su cui venne rizzata la famosa “Tenda Rossa”; e da lì fu salvato dal rompighiaccio russo “Krassin” 50 giorni dopo la catastrofe.

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